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Tivoli e Subiaco in codice rosso: le prestazioni dei 2 Ospedali hanno un “livello basso e molto basso”

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L’“Angelucci” è la struttura con meno aree (solo 2) e più criticità del Lazio

Tivoli e Subiaco sono in “codice rosso”. Lo stato di salute dei 2 ospedali della Valle dell’Aniene è abbastanza grave. Ed a refertarlo è la stessa Regione Lazio attraverso le tabelle e i grafici del Prevale, il “Programma Regionale Valutazione degli Esiti degli Interventi Sanitari 2020” stilato dai tecnici del Dipartimento di Epidemiologia. I quali hanno assegnato un colore per ciascuno dei vari “livelli di aderenza a standard di qualità” riscontrati rispetto alle attività svolte negli ospedali nel 2019: verde scuro per “molto alto”, verde chiaro per “alto”, giallo per “medio”, arancione per “basso” e rosso per “molto basso”. Nei 2 ospedali della Valle dell’Aniene non c’è neanche un puntino di verde: né chiaro, né scuro. I due grafici sembrano, piuttosto, due bandiere della Roma: tutto giallo-rosso-arancione.

TIVOLI BOCCIATO A META’ – Nel nosocomio tiburtino bocciate 4 aree su 8: “Chirurgia Generale, Urogenitale, Osteomuscolare e Respiratorio”. Per le fratture di femore operate entro le 48 ore, che è uno dei primi indicatori monitorati, c’è stato un aumento della media regionale (“+4% rispetto al 2019”) però, come ha riconosciuto la direttrice del Dep, Marina Davoli, “le situazioni più critiche sono a Frosinone e Latina” (l’ospedale di Terracina è 8° per i peggiori tempi registrati nel “Programma Nazionale esiti 2019”, seguito al 9° posto da Anzio-Nettuno e dal 15esimo di Tivoli). Al “San Giovanni evangelista” il livello “medio” è stato raggiunto solo da 3 aree: Gravidanza e parto, Nervoso e Cardiocircolatorio. Mentre la Chirurgia oncologica non ha “indicatori rappresentativi”.

SUBIACO PROFONDO ROSSO – Quello sublacense è, insieme al San Giuseppe di Marino (che però è da oltre un anno ormai una struttura ridotta a “Presidio h12” dopo l’apertura dell’Ospedale dei Castelli ad Ariccia), la struttura ospedaliera che presenta più sfumature di rosso: i due terzi del grafico relativi alla Chirurgia generale. Mentre il livello “medio” è stato raggiunto soltanto dall’area Urogenitale.

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