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Regione, approvata la legge sui piccoli Comuni: c’è il “Reddito di residenza attiva” per chi si trasferisce

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Previsti anche contributi una tantum a sostegno della natalità nei borghi

Approvata dal Consiglio regionale del Lazio la legge sulla “Tutela e valorizzazione dei piccoli comuni”, ovvero quelli con meno di 5.000 abitanti (254 su un totale di 378). “Il provvedimento – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli – stanzia 4,4 milioni di euro per sostenere le comunità locali di dimensioni più ridotte nella promozione delle attività economiche, sociali, ambientali e culturali nonché nella tutela e valorizzazione del patrimonio naturale, rurale, storico-culturale”. La legge era attesa dalla scorsa legislatura, soprattutto in un comprensorio come la Valle dell’Aniene composto per la quasi totalità di piccoli comuni. Tra i punti salienti del provvedimento, l’istituzione di un reddito di residenza attiva, suddiviso in tre annualità, per quanti trasferiscono la propria residenza in un piccolo comune, avviano un’attività imprenditoriale o recuperano beni immobili del patrimonio storico e culturale. Previsti anche contributi una tantum a sostegno della natalità.

LE AGEVOLAZIONI PREVISTE – Tra le altre misure introdotte, la predisposizione del Piano regionale per la riqualificazione dei piccoli comuni, di durata triennale; agevolazioni tributarie in materia di Irap, a favore delle nuove imprese costituite dopo l’entrata in vigore della legge; interventi diretti a valorizzare e mantenere in vita, attraverso la gestione associata, le istituzioni scolastiche, o ridurre il disagio dove sono chiuse; sostegno ai prodotti agricoli, agroalimentari nonché artigianali tipici locali, ai percorsi enogastronomici e alle iniziative che concorrono ad accrescere la sostenibilità ambientale; salvaguardia dell’ambiente e tutela della biodiversità anche attraverso la valorizzazione dei biodistretti. Previsti inoltre interventi per il recupero e la riqualificazione dei centri storici e la promozione degli alberghi diffusi; sostegni al processo di ammodernamento informativo dei piccoli comuni; assistenza tecnica, anche attraverso convenzioni con Anci e Uncem regionali, per l’accesso ai fondi dell’Unione Europea. È introdotta la possibilità da parte della Regione Lazio, anche mediante forme di avvalimento o convenzione, di assicurare le risorse umane e strumentali per la gestione ordinaria delle funzioni proprie o delegate, dei servizi, delle attività di programmazione oltre che per la redazione e realizzazione di progetti ordinari o straordinari di valorizzazione territoriale, sociale ed economica. La legge prevede, inoltre, misure particolari, anche di semplificazione amministrativa, a favore dei comuni con popolazione fino a 2.000 abitanti.

FLOP-VALLE ANIENE – L’importante che la nuova norma sui piccoli comuni non faccia però la fine della “legge regionale 18/2007 per la tutela e lo sviluppo economico e occupazionale della Valle dell’Aniene”, rimasta inapplicata per un decennio e ancora con scarsissimi risultati (leggi a pagina 17). Era l’8 novembre 2017 e “per la prima volta da quando è stata approvata, dieci anni fa, la Regione Lazio finanzia operativamente con 2 milioni di euro la legge”, disse entusiasta il presidente, Nicola Zingaretti, annunciando l’arrivo degli agognati fondi “per permettere ai Comuni dell’area di realizzare opere a favore del loro territorio”. Ma, dopo 3 anni del finanziamento della norma, i risultati sono pressoché nulli. Eppure il programma annunciato nel 2017 sembrava ambizioso: “L’utilizzo delle risorse (si tratta di fondi regionali inseriti nel Bilancio triennale 2017-2019) è finalizzato alla valorizzazione del patrimonio storico, ambientale, turistico e archeologico, oltreché allo sviluppo socio economico dell’area della Valle, un insieme di 35 Comuni (31 appartenenti alla Comunità Montana dell’Aniene, più altri 4 indicati dalla legge regionale 18/2007: Castel Madama, Ciciliano, Pisoniano e San Vito Romano. Grazie a questi fondi potranno quindi essere lanciati lavori di recupero di edifici storici utili alla valorizzazione del turismo, interventi sulle infrastrutture e varie altre iniziative in grado di sostenere la crescita dell’economia dell’area vasta con particolare riguardo alle aree di montagna. Allo scopo di accelerare i tempi, snellire le procedure e favorire l’autonomia delle comunità locali nella individuazione degli interventi, si è deciso di trasferire direttamente ai 35 Comuni le risorse stanziate; il 50% dei fondi è stato assegnato sulla base della distribuzione della popolazione e il restante 50% ripartito in parti uguali tra i vari enti”.

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