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Ama: “L’impianto Tmb di Rocca Cencia è operativo” Ma la Procura ha sequestrato il sito di raffinazione

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I residenti del VI Municipio esultano: “Forse torneremo a respirare aria salubre”

Dopo il «sequestro del sito di stabilizzazione biologica e raffinazione dei rifiuti» disposto dai giudici, che ha messo nel mirino dell’inchiesta il presunto illecito della lavorazione, Ama ha subito annunciato: «L’impianto Tmb di Rocca Cencia è operativo e regolarmente funzionante». Ma è sempre in agguato il rischio di un blocco temporaneo o un rallentamento della lavorazione delle 800 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno (un terzo del totale prodotto in questo periodo) che il Tmb solitamente tratta prima di mandare i rifiuti in discarica e inceneritore. In ogni caso il compito di gestire gli interventi di adeguamento tecnico è ora del commissario Pier Luigi Palumbo.  Sarà lui a dover procedere agli interventi necessari all’adeguamento dell’impianto secondo le prescrizioni previste dalla Procura. L’inchiesta parte nel 2019 dopo gli esposti dei residenti sofferenti per le esalazioni prodotte dal trattamento dei rifiuti. Tuttavia è decisiva per lo sviluppo delle indagini una nota dell’Arpa Lazio, datata 16 novembre del 2018, secondo cui l’impianto di Rocca Cencia produce rifiuti che presentano caratteristiche di putrescibilità con la conseguenza che non possono essere definiti come frazioni organiche stabilizzate. In particolare, secondo l’Arpa, «la qualità del rifiuto prodotto è pessima essendo corrispondente al rifiuto in ingresso». Una consulenza effettuata da Noe dei carabinieri ha poi accertato che dall’impianto provengono emissioni odorifere causate dallo stoccaggio dei rifiuti, in parte messi sotto la tettoia e in parte in un’area non coperta. Sempre il Noe punta il dito contro l’eccessivo riempimento della fossa per via di una non corretta operazione di scarico. Infine il Noe rileva il cattivo funzionamento del sistema di aspirazione aria. La consulenza del Noe conclude sostenendo che il Tmb di Rocca Cencia è difettoso. La qualità del rifiuto prodotta da questa struttura è troppo spesso al di sotto degli standard di legge.

LE REAZIONI DEI RESIDENTI – «I cittadini del VI Municipio devono tornare a respirare aria salubre» esultano intanto i comitati di quartiere che lo scorso settembre avevano organizzato l’ennesima protesta contro l’impianto di Rocca Cencia, alla quale hanno partecipato migliaia di residenti. Chiediamo da anni la chiusura dell’impianto ma l’amministrazione dopo le promesse non ha mai fornito un cronoprogramma — ha denunciato Marco Manna presidente del Comitato periferia Roma Est. — Il Municipio aveva chiesto al Comune la chiusura dell’impianto entro dicembre 2019, una data ampiamente sforata». La rabbia dei residenti con la richiesta di chiusura senza condizioni periste da anni. Nel 2015 si erano radunati davanti al Tmb ottomila manifestanti contrari al progetto di trasformazione dell’impianto in ecodistretto, stabilito dall’allora sindaco Ignazio Marino. «I residenti vivono con le finestre chiuse — ha continuato Manna — e ci sono montagne di referti di pronto soccorso per infiammazioni alla gola e irritazioni agli occhi». A marzo 2016 la sindaca Raggi, in piena campagna elettorale si univa ai manifestanti per la chiusura dell’impianto: «Nel passato siamo stati schiacciati da promesse elettorali» diceva Raggi che dopo 4 anni non ha stabilito chiusure. «L’impianto è necessario» hanno ribadito da Ama, dove a denunciare l’immobilismo nella manutenzione del Tmb è la Fp Cgil. «Invece di pensare al futuro e costruire impianti nuovi — ha tuonato Natale di Cola —, Raggi li sta chiudendo tutti, dopo il Salario questo è l’ultimo». Dal Campidoglio intanto è fissato l’appuntamento dei soci di Ama: «Con riferimento alle proposte di linee guida — è scritto nella delibera 106 del 9 giugno — del piano industriale 2020-2024 e del piano finanziario tariffa 2020, l’amministrazione è impegnata a pronunciarsi entro il termine del 30 luglio 2020».

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