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Romanina, nuovo blitz contro i Casamonica: “Noi proteggiamo Roma contro la Camorra”

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20 le persone arrestate e 20 i milioni di euro sequestrati al Clan

Si chiama “Noi proteggiamo Roma” il blitz condotto dalla polizia di Stato su richiesta della Dda, che ha portato nella Capitale all’arresto di 20 persone del clan Casamonica (15 in carcere, 5 ai domiciliari) e al sequestro di beni per un totale 20 milioni di euro, per associazione di stampo mafioso, usura, estorsione e intestazione fittizia di beni. Il nome dell’operazione deriva da un’intercettazione nei confronti di Guido Casamonica, figlio del boss Ferruccio, che all’indomani dei provvedimenti giudiziari emessi nei confronti di altri membri del clan si lamentava: “Je da fastidio perché noi proteggemo Roma. Devono far entrare… Devono far entrare… Organizzazioni forti a Roma ecco perché ce vonno distrugge a noi!! La Camorra e la ‘ndrangheta. Perché i Casamonica proteggono Roma …i napoletani vonno entrà… la camorra vo’ entrà a Roma e i calabresi vonno entrà a Roma”. Una sorta di autoaccusa, che insieme alle testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia e ad altre conversazioni telefoniche e ambientali intercettate, dal contenuto esplicito e inequivocabile, hanno spinto la Procura di Roma a far scattare l’operazione. Più che a proteggere Roma però i Casamonica, attraverso una vera e propria associazione mafiosa di tipo orizzontale, la cui forza era dettata dall’appartenenza alla famiglia, gestivano grossi giri di estorsioni e usura con metodi particolarmente violenti, oltre a controllare di diverse attività economiche, come un bar e un distributore di carburanti a San Cesario. L’inchiesta giudiziaria ha per di più comprovato la rilevante disponibilità di denaro da parte degli appartenenti al clan, quale provento delle attività illecite e una maggiore cautela adottata negli ultimi anni, che ha indotto a preferire investimenti non tracciabili, come acquisti di auto, abbigliamento e accessori di lusso, tutti rigorosamente in contanti, o l’utilizzo di prestanome di assoluta fiducia.

LA “SBERLA EDUCATIVA” –  C’è anche una ‘sberla educativa’ fra i casi di violenze contro le vittime del clan Casamonica riportato nell’ordinanza firmata dal gip Zsuzsa Mendola con cui ha disposto 20 arresti eseguiti dalla Polizia di Stato su richiesta del procuratore di Roma Michele Prestipino e dei pm Edoardo De Santis e Giovanni Musarò. Si tratta dell’episodio in cui “Daniele Pace, dovendo recuperare un credito conseguente ad un prestito erogato da Christian Casamonica, manifesta la propria arroganza e capacità intimidatoria, dovuta al fatto di esser riconosciuto come intraneo al clan, colpendo un usurato, per il ritardo accumulato nel corrispondere le rate del prestito, con uno schiaffo al viso” in piena strada. “Di tale condotta – si legge – Pace si vanta proprio con Christian Casamonica esaltando le proprie “gesta”: ‘..ma va va.. aho te sei perso una scena…ti sei perso il tuo nipote in azione… dico te sei perso tu nipote in action…giubbone in action… …ancora sta a cerca’ l’occhiali, non lo so…sta ancora a cercalli…’. E qui arriva il commento del ‘socio’, Danilo Menunno, “compartecipe nella condotta estorsiva, il quale definisce ‘educativa” la sberla data, sottolineando anche la funzione di monito” scrive il gip. “No educativa…pam secca, tu c’hai una bella mano quindi quando gliel’hai data, ‘pam’ si è sentito un bello scrocchio, secca, educativa…infatti hai visto non è che gli è uscito il sangue o  niente… …. è..invece gliel’hai data educativa solo per dire :”pezzo di m.. che voi l’altre?”.

 

 

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