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Ministero, Regione e Parco al Comune di Subiaco: “Bando imperfetto per il Laghetto di S. Benedetto”

Chiesti chiarimenti al municipio, che ha chiuso il sito fino al 3 luglio per manutenzione

Bando “imperfetto” per il Laghetto di San Benedetto. Dopo le segnalazioni fatte da Marianna Sturba, del Consiglio nazionale dell’associazione Verdi ambiente e società (Vas), sul bando del Comune di Subiaco per affidare in concessione l’area adiacente il sito naturalistico, Ministero dell’Ambiente, Regione e Parco dei Monti Simbruini hanno evidenziato diverse criticità al municipio. Il Comune, denuncia Sturba, aveva “minacciato di querelare l’associazione solo perché cerca di fare quello che è preposta a fare e cioè salvaguardare i beni naturali del nostro territorio: davvero fuori luogo. Ora altri enti hanno inviato le loro risposte e il loro tono è sicuramente diverso”. Il Ministero ha, infatti, chiesto “chiarimenti in merito al fatto che il bando e gli interventi previsti (compresa la realizzazione di nuove strutture) siano stati autorizzati nel rispetto di quanto disposto dall’art. 6.3 della Direttiva Habitat in materia di Valutazione di Incidenza; se gli stessi risultino coerenti con le Misure di Conservazione dei siti Natura 2000 ivi presenti e se sia stato preliminarmente acquisito il nullaosta rilasciato dall’Ente Parco regionale dei Monti Simbruini”. La Direzione regionale Politiche ambientali “per quanto riguarda le competenze della scrivente Area in materia di Valutazione di incidenza” ha ricordato al Comune che, “ad oggi non risulta attivata alcuna istanza sulle attività previste dal bando in oggetto. Si coglie l’occasione per precisare al Comune di Subiaco che, anche sulla base di quanto contenuto nelle “Linee guida nazionali per la Valutazione di incidenza (VIncA)”, sono sottoposti a Valutazione di incidenza “tutti i piani, programmi, progetti, interventi ed attività, compresi i regolamenti ittici ed i calendari venatori, non direttamente connessi alla gestione del sito/i Natura 2000 e la cui attuazione potrebbe generare incidenze significative sul sito/i medesimo”. Pertanto, nel caso specifico, tenuto conto dei valori naturalistici di interesse unionale presenti nel sito in esame e della peculiarità degli ambienti coinvolti, è necessario che per le attività previste dal bando, nel caso in cui non sono direttamente connesse alla gestione dei siti Natura 2000, sia attivata, preliminarmente, idonea istanza di valutazione di incidenza. Considerato infine che il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini è Soggetto affidatario della gestione della ZSC e della ZPS in esame, si chiede all’Ente Parco in indirizzo se le previsioni gestionali determinate dal bando siano state preliminarmente condivise e siano da considerarsi coerenti con gli obiettivi di conservazione dei siti Natura 2000 interessati, o se possano rappresentare elemento di pressione e/o criticità per le specie e gli habitat tutelati”. Anche la Direzione regionale Parchi e Aree Protette ha voluto “evidenziare alcune potenziali criticità per le quali si suggerisce all’Ente affidatario delle suddette ZSC e ZPS di effettuare ulteriori approfondimenti anche con il Comune di Subiaco. L’area in oggetto possiede un elevato valore paesaggistico dato anche dalla commistione di elementi naturalistici e archeologico – monumentali, lo stesso bacino lacustre si origina dallo sbarramento di età neroniana, per cui si auspica che qualsiasi intervento tenga conto del pregevole contesto, anche in considerazione di una gestione oculata del verde, nella preservazione di punti di visuale e della percezione stessa della complessità e della valenza degli aspetti paesaggistici”. E, infine, pure la direzione del Parco dei Monti Simbruini sottolinea al Comune che “sarebbe stata sicuramente più utile una interlocuzione preventiva alla emissione del bando tra gli Enti potenzialmente interessati. Si invita poi l’Amministrazione Comunale a far pervenire a questo Ente il programma dettagliato delle attività che si intenderanno svolgere all’interno del sito per valutarne la coerenza con gli obiettivi di fruizione, conservazione e salvaguardia dello stesso, anche al fine dee rilascio di eventuali nullaosta”. E il Comune di Subiaco, che il 25 maggio aveva diramato un’ordinanza per “ingressi contingentati con numero massimo di 60 persone ogni 10 minuti per tutelare e salvaguardare l’ambiente”, il 12 giugno ha chiuso l’accesso per “attività di manutenzione del passaggio pedonale fino al 3 luglio. Gli interventi previsti per l’inizio della primavera sono stati posticipati a causa dell’impossibilità di operare per le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria. Ci scusiamo per il disagio con tutti i numerosi appassionati del luogo, con i visitatori e i residenti, ma l’attività di manutenzione è fondamentale per migliorare ancora di più l’esperienza di visita e di fruizione di uno degli angoli più suggestivi del territorio”. Ma ora il Laboratorio politico Sinistra per Subiaco chiede al Comune “il ritiro del bando”.

L'Aniene

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Periodico d'informazione della Valle dell'Aniene