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IL COMMENTO – UN’ANNUNCITE SENZA VERGOGNA: DOPO 6 ANNI DI ATTESE LA REGIONE RINVIA AL 2021

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Invece dell’attesa (da ben 6 anni) risonanza magnetica, siamo ancora alla magnetica risonanza degli annunci. La Regione Lazio, senza neanche un minimo di vergogna, riannuncia per la terza volta, infatti, l’acquisto di un’apparecchiatura ormai fondamentale per la diagnostica, di cui solo l’Asl Roma 5 è sprovvista (e continua a spendere 4 milioni e 800 mila euro l’anno per effettuare gli esami all’esterno dei suoi 5 ospedali: tutti portati in ambulanza nei centri privati). Ma l’annuncite della Regione ha pure una baldanza ingiustificata, perché poi avverte anche che “il Piano dovrà ricevere l’ok dal Ministero in autunno, per arrivare poi all’Accordo di Programma e quindi avviare cantieri e acquisti”. Quindi bisognerà attendere altri 3 passaggi (ok ministeriale, accordo programmatico e gare d’appalto per gli acquisti): se tutto va bene, dunque, se ne riparla a fine 2021. E dire che, nel comunicato stampa del primo marzo 2018, l’Asl Roma 5 annunciò invece gli acquisti in modo perentorio, senza spiegare ai suoi utenti di dover attendere il necessario nullaosta ministeriale: “è stata chiesta ed ottenuta la possibilità di rinnovare quello che viene definito “l’apparato tecnologico di alta complessità”, cioè gli strumenti diagnostici, ed in particolare una nuova Tac (64 strati) e una Risonanza Magnetica (1,5 T) per l’ospedale di Tivoli, una Tac (64 strati) ed un S-Scan per l’ospedale di Colleferro, una Tac (32 strati) per quello di Palestrina ed una S-Scan per Subiaco”. Le S-Scan sono sparite dalla lista della spesa, come l’ospedale di Subiaco. Dove la Tac ha 6 anni (è stata collaudata il 6 giugno 2014), ma il modello già allora era vecchio, probabilmente di quelli “rigenerati” e in offerta, perché è dotata di soli 6 strati, soli 2 in più di quella attuale di Palestrina, che di anni ne ha 15, per la quale la stessa Asl ha denunciato la “vetustà tecnologica che comporta chiaramente inferiori livelli prestazionali e diagnostici e maggiori dosi di radiazione erogate al paziente”. E a Subiaco no? “L’Aniene” lo denuncia da anni, nel silenzio colpevole dei sindaci del comprensorio (che però ancora continuano a tacere), e l’Asl lo scorso anno rispose così: “Nel piano triennale degli investimenti proposti alla Regione Lazio, inviato in data 18 febbraio 2019, sono stati richiesti finanziamenti anche per la sostituzione della TAC di Subiaco”. E il 19 giugno scorso s’è visto con quale (negativo) esito…

 

Antonio Sbraga

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