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“Ma Acea Ato 2, in piena emergenza, incrementa le bollette, invece di ridurre la dispersione idrica”

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Coordinamento Romano Acqua Pubblica e sindacato Usb: “Il 41,3% si perde”

Non solo la richiesta di più prelievi alla sorgente del Pertuso, ma anche più costi in bolletta per gli utenti. Questa l’accusa imputata ad Acea Ato 2 dal Coordinamento Romano Acqua Pubblica e dal sindacato Usb: “Occorre avere una bella faccia tosta per incrementare le bollette dell’acqua in piena emergenza da Coronavirus, come ha fatto ACEA sulla base di una delibera di Novembre 2019. Un aumento giustificato da nessun miglioramento tangibile del servizio, ma solo finalizzato ad accrescere gli utili degli azionisti. Un incremento, avallato da ARERA, la famigerata Authority che ha stabilito, tra l’altro, il blocco dei distacchi solo fino al 17 Maggio sempre in barba all’emergenza ancora in corso”. Secondo il Coordinamento e il sindacato, invece, “Acea farebbe bene ad impegnarsi per una gestione efficiente, garantendo accesso all’acqua e tutela della risorsa. Prima di tutto provvedendo ai riallacci idrici di tutte le utenze distaccate per morosità o perché vittime dell’art. 5 del decreto Lupi che nega i servizi pubblici essenziali, compresa l’acqua, a chi non ha titolarità di un contratto di locazione. Mai come in questo momento di emergenza sanitaria l’acqua è un bene essenziale”. All’azienda romana viene inoltre chiesto “di organizzarsi per la scarsità idrica collegata all’emergenza climatica ormai conclamata, piuttosto che “scoprire” ogni estate che le falde idriche sono sempre più in sofferenza. Crisi idriche che evidentemente non si affrontano certamente procurando disastri ambientali come avvenuto al lago di Bracciano nel 2017 così come ha rilevato, in una recente sentenza, il Tribunale di Civitavecchia, né tanto meno costruendo costosissimi potabilizzatori delle acque del Tevere che si intende dar da bere ai cittadini ed alle cittadine della Capitale! La via maestra è un’altra e consiste nello stanziamento di risorse per risolvere il problema della dispersione idrica che è del 41,3%, secondo gli ultimi dati disponibili del 2018. Acea e il Comune di Roma avevano dichiarato nel 2016 di voler intervenire sulla rete idrica romana varando un progetto di ripristino delle condotte, e di provvedere alla manutenzione delle protezioni catodiche, al fine di risanare le perdite sulla rete. Tuttavia, il management, non ha dato corso ai buoni propositi sbandierati anche a livello politico nella campagna elettorale per le elezioni comunali, ossia reinvestire i profitti per la progressiva riduzione delle perdite. I soldi ci sono: basta non distribuire dividendi ai privati nel 2020”, concludono il Coordinamento Romano Acqua Pubblica e il sindacato Usb.

 

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