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L’Asl Roma 5 è senza “Speranza”: 26 mesi dopo gli annunci è ancora “in attesa dei fondi ministeriali”

Per gli acquisti di Risonanza magnetica e Tac “chiesti ed ottenuti” nel marzo 2018

Neanche la più grave emergenza sanitaria ha sbloccato l’acquisto della Risonanza Magnetica per l’Ospedale di Tivoli (attesa da 4 anni: “il Ministero deve rendere il finanziamento fruibile”, dice l’Asl). Così come non ha portato il ripristino del Reparto di Terapia Intensiva a Subiaco, chiuso 5 anni fa: i Comuni ora chiedono “un tavolo con il Ministero”, ma la competenza è regionale (articoli nelle pagine 6 e 7). Ormai è “l’azienda sanitaria che versa nelle condizioni più difficili del panorama laziale”, dice il segretario regionale del Tribunale per i diritti del malato, Elio Rosati: da anni è fiaccata dalla “grave carenza di personale: mancano 660 figure”, pari al 23% dell’attuale organico (2901 dipendenti) secondo i calcoli della Cgil. E, “per non interrompere il pubblico servizio”, ha appena deliberato una spesa di 630 mila euro per ingaggiare i medici a gettone sino alla fine del prossimo agosto (servizio a pagina 3).

RADIOLOGIA “SPENTA” – Secondo Rosati l’Asl Roma 5 ha avuto “più Direttori Generali o Commissari negli ultimi anni che macchinari nuovi nei 5 ospedali”. E’ l’unica azienda sanitaria del Lazio a non essere ancora dotata neanche di un’apparecchiatura per la risonanza magnetica (annunciata sin dal 2016). Poi, nel marzo 2018, l’Asl Roma 5 nuovo annuncio: “è stata chiesta ed ottenuta la possibilità di rinnovare quello che viene definito l’apparato tecnologico di alta complessità: tre Tac per Tivoli, Colleferro e Palestrina, una Risonanza Magnetica per Tivoli e due S-Scan per Colleferro e Subiaco” che, però, ancora non arrivano. Ed ora la Cisl Fp denuncia una “grave situazione del servizio di Radiologia, con un’offerta ridottissima di apparecchiature per la diagnostica specialistica- scrive il responsabile territoriale, Dimitri Cecchinelli- Basti pensare che tutte le Tac sono da sostituire, mancano gli apparecchi portatili per Rx, non si possono eseguire esami broncoscopici, Cpre, Nutrizioni Peg, Ecg transeofagei, ecografie transfontanellari, con enormi difficoltà anche per esami come colonscopie, gastroscopie, ecocardio ed elettroencefalogrammi. Le numerose prestazioni richieste dai 5 Pronto Soccorso e dalle unità di degenze hanno innescato un trasporto imponente di pazienti verso la diagnostica romana a mezzo ambulanza, dilatando i tempi di attesa e provocando disagi che si ripercuotono direttamente sui processi di cura e sugli indici di occupazione dei posti letto. Anche la specialistica più basilare come l’angiologia oggi non ha più un medico di riferimento e, di fatto, il servizio è chiuso da mesi”. Per questi motivi Cecchinelli chiede all’azienda un “programma di riorganizzazione della diagnostica atto ad acquisire specialisti e strumenti necessari al ripristino di attività cardine ed arrivare all’installazione di una Risonanza magnetica preannunciata da anni, ma mai realizzata”. Con i degenti trasportati in ambulanza nei centri convenzionati per sottoporsi all’esame: “Nel 2018 la spesa è stata pari a 4.818.483 euro”, ha quantificato la stessa Asl, che ha denunciato l’obsolescenza delle altre attuali apparecchiature. Come la Tac di Palestrina, che ha “15 anni ed è dotata di sole 4 slices” (2 in meno di quella di Subiaco). E la sua “vetustà tecnologica comporta chiaramente inferiori livelli prestazionali e diagnostici e maggiori dosi di radiazione erogate al paziente”, come ha scritto la stessa Asl in una relazione tecnica. Nella quale si lamenta che in tutta l’azienda “sono installate Tac non solo molto vecchie, ma soprattutto tecnologicamente non in linea con gli standard tecnologici attuali”. Come a Colleferro e Tivoli, dove “entrambe le Tac non sono più in produzione: una situazione che non ne determina la mancata funzionalità, ma che pone comunque incertezza in relazione ad un’eventuale indisponibilità dei ricambi”.

LA REPLICA DELL’ASL – “L’assegnazione del finanziamento è avvenuta in data 28 febbraio 2018. I fondi richiesti ed assegnati riguardano il potenziamento della rete trauma ed emergenza del DEA di I Livello, con installazione di n. 2 TAC 64 (slice) (una per il PO di Tivoli e una per il PO di Colleferro) e di n. 1 Risonanza magnetica (per il PO di Tivoli), nonché lavori per l’adeguamento antincendio. Dopo l’invio alla Regione dello studio di fattibilità richiesto, valutato positivamente, e solo dopo valutazione positiva del Ministero, la ASL Roma 5 potrà vedere autorizzato un progetto per le seguenti installazioni, implementate sia dal punto di vista numerico che tecnologico:

  1. 1 TAC per il PO di Colleferro; n. 1 TAC per il PO di Palestrina; n. 1 TAC per il PO di Tivoli; n. 1 RMN per il PO di Tivoli. Nel caso specifico, trattandosi di fondi per il 95% statali, è necessario che sia il Ministero a rendere il finanziamento fruibile. Ad oggi siamo in attesa di tale riscontro per l’attivazione dei fondi. Una volta attivato tale finanziamento, come da prassi, la Regione Lazio procederà con propria Delibera, rendendo a tutti gli effetti il finanziamento fruibile e avviando le pratiche di analisi, valutazione e autorizzazione dei vari progetti esecutivi presentati e quello della ASL Roma 5 è già pronto. Per di più è stata chiesta la sostituzione anche delle altre TAC”.

 

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Periodico d'informazione della Valle dell'Aniene