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3 MORTI NELL’ASL ROMA 5 (+12 NUOVI CASI, 403 I POSITIVI)

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3 MORTI NELL’ASL ROMA 5 (+12 NUOVI CASI, 403 I POSITIVI). IL COVID-19 FINISCE DI RIDURRE I POSTI LETTO AZIENDALI A 352 (0,7 OGNI MILLE RESIDENTI: UN QUARTO DI QUELLI CHE DOVREBBE AVERE). SUBIACO, OSPEDALE DECIMATO IN 40 ANNI: DA 230 LETTI A 25 POSTI

“Asl Roma 5: 12 nuovi casi positivi. 4 pazienti sono guariti. 3 pazienti sono deceduti. 1577 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. 44 su 49 case di riposo controllate. Una risultata abusiva è stata denunciata” Salgono così a 403 i positivi al coronavirus nei 70 Comuni dell’Asl Roma 5, compreso un nuovo caso registrato a Subiaco, dove sale a 8 il numero dei contagiati al Covid-19 L’Asl Roma 5 dal primo aprile ha dedicato l’intero ospedale di Palestrina alla cura del Covid-19, perdendo quindi ulteriori 79 posti letto per acuti. In tutta l’Asl già mancavano prima 889 posti letto, pari a due terzi di quelli previsti dagli standard regionali: “l’Asl Roma 5 può contare su 431 posti letto per acuti a fronte dei 1.320 che dovrebbe avere sulla base del fabbisogno della propria popolazione”, aveva denunciato la stessa azienda nel suo ultimo rapporto annuale. Ora, dunque, sono saliti a 968 i “posti letto mancanti” perché quelli attivi per tutte le altre patologie non Covid-19 sono rimasti solo 352 per una popolazione di 501.957 abitanti, pari a 0,7 posti letto ogni mille residenti, coprendo meno del 30% del fabbisogno della popolazione.

OSPEDALE DI SUBIACO DECIMATO IN 40 ANNI: DAL PROGETTO DI 230 LETTI A 25 POSTI ATTIVILa stessa azienda sanitaria ha denunciato nel proprio rapporto annuale che per gli “Ospedali della Asl Roma 5 i trasferimenti dal Pronto Soccorso in continuità di soccorso avvengono in una percentuale decisamente superiore a quanto rilevato nella Regione Lazio. Il dato è eclatante per l’Ospedale di Subiaco”, anche perché è stato lasciato privo di tutte le specializzazioni (sono rimasti solo 2 reparti, Medicina e Chirurgia, dopo il taglio del 47% dei posti letto per acuti, inferti dal Decreto 412 del 26 Novembre 2014). Il dimezzamento è stato inferto nonostante il distretto di Subiaco già avesse “una dotazione di posti letto pari a 1,91 posti letti per ogni mille abitanti” (ben al di sotto della dotazione programmata, di 3 posti letto per ogni mille abitanti, prevista dalla stessa Regione Lazio) come riconosciuto dallo stesso Rapporto annuale dell’Asl Rm G. Già mancavano 35,2 posti letto rispetto agli standard fissati dalla stessa Regione che, poi, con il Decreto 412/2014, ha portato i “posti letto mancanti” a 58,6 posti letto rispetto agli standard regionali (la Tabella del Rapporto annuale dell’Asl Roma 5 in basso). E, mentre l’Asl Roma 5 ha almeno l’onestà intellettuale di ammettere questa mancanza sul proprio rapporto annuale, alcuni sindaci della Valle dell’Aniene (a cominciare da quello di Subiaco) neanche provano a protestare contro l’insufficienza quantitativa nel Distretto G4. La quale, con l’emergenza-Covid, si è paradossalmente finita per aggravare: il dimezzamento della Chirurgia (da 10 a 5 posti letto), accorpata alla Lungodegenza, ha reso ancor più striminzito il più piccolo ospedale del Lazio: da 30 a soli 25 posti letto. E pensare che, secondo gli annunci fatti quando venne inaugurato, ne avrebbe dovuti avere 10 volte di più. Basta leggere la cronaca del “Corriere della Sera” (foto in basso) del 6 novembre 1978 dopo l’inaugurazione con l’indimenticabile presidente Pertini: “L’ospedale, che si presenta come una grossa clinica moderna, dispone di 230 posti letto”. Ecco, 42 anni dopo, si sono letteralmente decimati: 25 letti. Non solo: allora era anche “un complesso dotato di attrezzature sanitarie moderne (alcune delle quali come gli impianti per la Rianimazione e la Cardiologia d’avanguardia) che richiederà l’opera di 350 dipendenti”. Ora, dopo la cura Polverini-Zingaretti, ha dimezzato il numero dei dipendenti, staccato la spina alla Terapia intensiva con una Cardiologia tutt’altro che d’avanguardia: è ridotta ad un ambulatorio con orario d’ufficio (dalle 8 alle 14, festivi esclusi) nel silenzio assordante di molti, troppi Comuni.

 

Antonio Sbraga – L’AnienE-News n° 27 – 06/04/2020

 

 

 

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