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4° IMPENNATA RECORD PER L’ASL ROMA 5: +24 NUOVI CASI (398 I POSITIVI)

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4° IMPENNATA RECORD PER L’ASL ROMA 5: +24 NUOVI CASI (398 I POSITIVI). IL PD CHIEDE LA TERAPIA INTENSIVA PER L’ANGELUCCI, MA NON LA CLASSIFICAZIONE DI “OSPEDALE SEDE DI PRONTO SOCCORSO” ALLA REGIONE, CHE SPENDE 400 MILA € PER L’AUTOMEDICA PRIVATA

Per la quarta volta in questa settimana, l’Asl Roma 5 registra l’impennata quotidiana più alta dell’intera Regione: “24 nuovi casi positivi. 4 i pazienti che sono guariti. Deceduto un uomo di 90 anni con precedenti patologie. 1.517 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare”.
Salgono così a 398 i positivi al coronavirus nei 70 Comuni dell’Asl Roma 5.
I circoli Pd della Valle dell’Aniene cadono nello stesso errore del sindaco di Subiaco, ribadendo la stessa e singola “richiesta di realizzare presso l’Ospedale di Subiaco un reparto dedicato alla Terapia Intensiva”. Dimostrando che manco i suoi compagni di partito hanno mai letto quanto scritto dal loro segretario nazionale e governatore laziale, Nicola Zingaretti, nel Decreto U00222 del 2017 nel quale, per correggere l’errore dei decreti precedenti che continuavano ad indicare un reparto di Terapia intensiva ancora attivo a Subiaco (ma chiuso, invece, nel 2015), ammise “una errata corrige nel riportare la presenza di letti di terapia intensiva che, ai sensi del DM 70/2015 e del DCA U00412 del 26/11/2014, non sono previsti per il Presidio di Subiaco in quanto Presidio di zona particolarmente disagiata”. I circoli Pd della Valle dell’Aniene chiedano, dunque, al loro presidente-segretario Zingaretti di cancellare quel declassamento che vieta il ripristino del reparto di Terapia intensiva, riassegnando finalmente all’Angelucci la classificazione di “ospedale sede di Pronto soccorso”. Che è ottenibile in deroga solo in 2 modi: o con un decreto del commissario (come già fatto nel 2015 da Zingaretti per Bracciano, associato nel polo ospedaliero unificato con Civitavecchia: perché qui non lo fa con Tivoli-Subiaco?), oppure con la riapprovazione della legge sugli ospedali montani. Chiedano pure a Zingaretti che senso ha avuto, per la Regione, chiudere a Subiaco il Reparto di Terapia intensiva nel 2015, per poi spendere 405 mila euro l’anno per affittare l’automedica dai privati e aprire una nuova postazione in Piazza Ulderico Pelliccia? Il noleggio dell’automedica privata h24 a Subiaco, comprensivo dei due membri dell’equipe, costa infatti all’Ares 118 oltre mille euro al giorno (33 mila e 750 euro al mese, pari a mille e 125 euro al giorno). Con questi costi, non era meglio tenere aperto il Reparto di Terapia intensiva, vista anche la carenza di quei posti letto salva-vita ammessa dalla stessa Regione, potendo contare su un secondo medico rianimatore in ospedale pronto per le urgenze anche dei degenti, invece di tenerlo in piazza Pelliccia a disposizione delle sole ambulanze del 118?  E poi, a proposito di ambulanze, perché l’ospedale di Subiaco è l’unico tra i 5 nosocomi dell’Asl Roma 5 a non essere dotato del supporto diretto di una propria navetta h24? Perché, a differenza degli ospedali di Tivoli, Monterotondo, Colleferro e Palestrina (tutti dotati di ambulanza “H24”), Subiaco ha solo una “Ambulanza H8 dalle ore 8 alle 16”? Da 5 anni Subiaco è stato declassato dalla Regione “Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata”: perché, allora, viene limitato proprio nei trasporti un presidio che ha questa particolare condizione logistica? Perché l’Asl ha provveduto alla “trasformazione del servizio h12 in h24 a Monterotondo” e non anche a Subiaco? E perché i sindaci della Valle dell’Aniene non hanno mai protestato contro questa disparità di trattamento dell’Asl, e non l’hanno mai denunciata per interruzione di pubblico servizio?

 

Antonio Sbraga – L’AnienE-News n° 26 – 05/04/2020

 

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