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2 MORTI A GUIDONIA, ASL ROMA 5 +34 POSITIVI (323 CONTAGIATI)

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2 MORTI A GUIDONIA, ASL ROMA 5 +34 POSITIVI (323 CONTAGIATI). MARANO EQUO IL 12° COMUNE A FAVORE DELLA LEGGE SUGLI OSPEDALI MONTANI (E IL PD DELLA VALLE DELL’ANIENE ORA CRITICA ZINGARETTI)

Nuova impennata record all’Asl Roma 5: “34 nuovi casi positivi. 2 pazienti sono guariti. 2 pazienti sono deceduti. 1345 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare”. I due morti sono entrambi di Guidonia Montecelio: una donna di 83 anni e un uomo di 86 anni. Salgono così a 323 i positivi al coronavirus nei 70 Comuni dell’Asl Roma 5, compresi i nuovi riscontrati a Tivoli, dove i contagiati complessivi sono “24 in base a quanto comunicato dalla direzione generale della Asl Roma 5 (autoisolamenti: 61 e quarantene fiduciarie domiciliari: 26””. 

ANCHE IL PD CRITICA ZINGARETTI E CHIEDE “PARI TRATTAMENTO CON ALTRI TERRITORI” – “Con l’uscita dal commissariamento della sanità laziale e l’Emergenza Covid-19 in atto, si aprano nuove prospettive per il nosocomio sublacense”. “I sindaci della Valle dell’Aniene hanno inviato alla Regione la richiesta di realizzare presso l’Ospedale di Subiaco un reparto dedicato alla Terapia Intensiva. Allo stato attuale non sono ancora arrivati segnali incoraggianti in tale direzione, pertanto, come Circoli del Pd della Valle dell’Aniene riteniamo doveroso chiedere nuovamente che la Regione Lazio si attivi per soddisfare le richieste di questo territorio, che merita lo stesso trattamento e la stessa attenzione di altri territori”. Così hanno scritto in un documento i “Circoli del Pd della Valle dell’Aniene”, che hanno finalmente espresso, dopo anni di colpevole mutismo, la loro posizione sull’Ospedale di Subiaco. Lo hanno fatto, peraltro, smentendo quanto sostenuto ieri dallo stesso gruppo consiliare sublacense di cui fanno parte, “Insieme per Subiaco” della Giunta Pelliccia che, per motivare il suo no alla richiesta per la nuova approvazione della legge sugli ospedali montani, è arrivato a negare proprio l’uscita dal commissariamento, annunciata 2 mesi fa dallo stesso Zingaretti e dal ministro Boccia (Pd): “In questo momento la Regione tecnicamente è ancora commissariata e neanche può legiferare in ambito sanitario”. Però anche i circoli Pd della Valle dell’Aniene, sia pur esprimendo più indipendenza e spirito critico di Pelliccia rispetto a Zingaretti (loro, almeno, denunciano la disparità di trattamento subito dalla Regione rispetto ad altri territori), cadono nello stesso errore del sindaco sublacense, ribadendo la stessa e sola “richiesta di realizzare presso l’Ospedale di Subiaco un reparto dedicato alla Terapia Intensiva”. Dimostrando che manco i compagni di partito hanno mai letto quanto scritto dal loro segretario nazionale e governatore laziale, Nicola Zingaretti, nel Decreto U00222 del 2017 nel quale, per correggere l’errore dei decreti precedenti che continuavano ad indicare un reparto di Terapia intensiva ancora attivo a Subiaco (ma chiuso, invece, nel 2015), ammise “una errata corrige nel riportare la presenza di letti di terapia intensiva che, ai sensi del DM 70/2015 e del DCA U00412 del 26/11/2014, non sono previsti per il Presidio di Subiaco in quanto Presidio di zona particolarmente disagiata”. Se prima non si cambia l’attuale classificazione di “Presidio di zona particolarmente disagiata”, assegnata proprio dallo stesso Zingaretti con quel decreto indicato (il DCA U00412 del 26/11/2014) non si può, dunque, riavere il reparto di Terapia Intensiva. “L’Aniene” ha provato a spiegarlo ai sindaci del comprensorio, soprattutto a quelli che il 9 marzo scorso hanno chiesto solo l’attivazione dei posti letto di terapia intensiva senza chiedere anche la riassegnazione della classificazione di “ospedale sede di Pronto soccorso”, ottenibile in deroga solo in 2 modi: o con un decreto del commissario (come già fatto nel 2015 da Zingaretti per Bracciano, associato nel polo ospedaliero unificato con Civitavecchia: perché qui non lo fa con Tivoli-Subiaco?), oppure con la riapprovazione della legge sugli ospedali montani. Ossia la norma, proposta proprio dal Pd e poi approvata all’unanimità del Consiglio regionale nel 2009 che, dopo l’annuncio dell’uscita dal commissariamento, può essere recuperata, considerato che la sentenza della Corte Costituzionale la bocciò solo perché era già vigente il piano di rientro nel Lazio (e quindi non poteva più legiferare in materia sanitaria). Non si capisce perché alcuni Comuni (a partire da Subiaco) non sostengano questa proposta, avanzata sin dal 4 febbraio scorso da “L’Aniene”, che nel 2009 invece vedeva tutti i partiti d’accordo e oggi darebbe più forza alla richiesta della riattivazione del reparto di Terapia intensiva in un’emergenza sanitaria senza precedenti come questa (oppure, in un modo ancor più rapido, il decreto per il polo ospedaliero Tivoli-Subiaco, che la Valle dell’Aniene avrebbe dovuto chiedere sin dal 2015 a Zingaretti, sanando la disparità di trattamento subita rispetto a Civitavecchia-Bracciano). Fortunatamente ora i Comuni che sostengono la richiesta sono diventati 12 con la delibera varata ieri da Marano Equo (sindaco Pd), che si va ad aggiungere a quelle di Affile, Agosta, Arcinazzo Romano, Canterano, Cervara di Roma, Cineto Romano, Licenza, Olevano Romano, Rocca Canterano, Roiate e Vallepietra.

 

Antonio Sbraga – L’AnienE-News n° 23 – 02/04/2020

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