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UN MORTO A OLEVANO, ASL ROMA 5 +33 POSITIVI (289 CONTAGIATI)

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UN MORTO A OLEVANO, ASL ROMA 5 +33 POSITIVI (289 CONTAGIATI). VALLEPIETRA E’ L’11° COMUNE A FAVORE DELLA LEGGE SUGLI OSPEDALI MONTANI (SUBIACO INVECE DICE NO, MA LO MOTIVA CON 3 BUGIE)

Impennata record quella odierna nell’Asl Roma 5: “33 nuovi casi positivi. 1 paziente guarito. Deceduto un uomo di 76 anni con patologie pregresse. 1330 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare”. Salgono così a 289 i positivi al coronavirus nei 70 Comuni dell’Asl Roma 5, compreso il nuovo “caso positivo in più nel territorio del Comune di Tivoli, dove salgono così a 24 le persone contagiate dal Covid-19”. Ieri a Olevano Romano “un concittadino residente nel nostro territorio comunale, che era già risultato positivo al virus SARS-Cov-2, è purtroppo deceduto”. L’Ordine degli avvocati di Tivoli ha lanciato una raccolta fondi per acquistare un ecografo palmare, saturimetri e mascherine presso il conto corrente 07/106049 della Banca Centro Lazio con le seguenti coordinate: IT05W0871639450000007106049

VALLEPIETRA 11° COMUNE A FAVORE DELLA LEGGE SUGLI OSPEDALI MONTANI –  Anche il Comune di Vallepietra ha deliberato oggi l’“Atto di indirizzo per il riavvio dell’iter normativo per attribuire all’ospedale a. Angelucci di Subiaco la qualifica di ospedale montano”. Salgono così a 11 i Comuni del comprensorio (Affile, Agosta, Arcinazzo Romano, Canterano, Cervara di Roma, Cineto Romano, Licenza, Olevano Romano, Rocca Canterano e Roiate) che, rispondendo all’appello lanciato nel febbraio scorso da “L’Aniene” davanti alla Commissione Sanità della X Comunità Montana, chiedono ai Comuni la riapprovazione della legge sugli ospedali montani (che riassegnerebbe la classificazione di “ospedale sede di Pronto Soccorso” all’Angelucci e, con essa, il reparto di Terapia intensiva, chiuso dalla Regione 5 anni fa in seguito al declassamento a “Presidio di Zona disagiata”).

IL NO UFFICIALE DEL COMUNE DI SUBIACO ALLA PROPOSTA DI LEGGE – All’appello mancano diversi Comuni, fra i quali proprio quello in cui ha sede l’ospedale: Subiaco. “Insieme per Subiaco”, il Gruppo consiliare della Giunta Pelliccia ha motivato, per la prima volta, il proprio no all’appello per la legge così rispondendo alle domande di una cittadina:
1) “Oggi le tipologie di ospedale sul territorio nazionale sono disciplinate da un decreto ministeriale (d.m. 70) avente forza di legge. Per fare in modo che l’ospedale possa essere classificato come tale va cambiato quel d.m. di pertinenza del ministero alla Sanità”;
2) “Su questo percorso Sindaco e amministrazione avevano chiaramente detto di essere d’accordo e avevano chiesto di lavorare insieme. Qualcuno invece ha voluto muoversi autonomamente proponendo una delibera che chiede alla regione di legiferare in merito. La questione in questo modo è inattuabile: la Regione non può legiferare su ambiti dove c’è una legge statale. Bisogna, lo ripetiamo, lavorare sulla modifica della legge statale”;
3) “In più in questo momento la Regione tecnicamente è ancora commissariata e neanche può legiferare in ambito sanitario. Queste sono le motivazioni oggettive e serie per le quali il Comune ha assunto questa decisione”.

LE 3 BUGIE DELLA GIUNTA PELLICCIA:  1) Non “oggi”, ma da sempre “le tipologie di ospedale sul territorio nazionale sono disciplinate” da una legge nazionale. Oggi c’è il “decreto ministeriale 70”, così come nel 2009 ce n’era un’altra. Proprio per questo motivo il Consiglio regionale votò, all’unanimità, una legge per andare in deroga a quell’assetto nazionale: appunto per poter preservare reparti e servizi di un ospedale che non rientrava più nei parametri numerici delle soglie minime nazionali, anche a causa della specificità montana del suo bacino d’utenza sempre più ristretto, come in tutte le Aree Interne. E, quindi, come si derogò allora, si può derogare ora. Anzi, adesso a maggior ragione perché, nel frattempo, c’è stato il riparto di competenza legislativa fra Stato e Regioni grazie al nuovo Titolo V della Costituzione. Il quale assegna la “programmazione e organizzazione dei servizi sanitari alle Regioni”, lasciando allo Stato solo la “Determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni per la tutela della salute”;
2) Non è affatto vero che “la Regione non può legiferare su ambiti dove c’è una legge statale”. E’ un falso clamoroso: tutte le Regioni del centronord hanno una propria legge che istituisce e definisce le funzioni dei vari ospedali montani (ma anche la nostra confinante Abruzzo ha una norma uguale, finanche nel testo, a quella laziale del 2009: un “ospedale montano” è, ad esempio, quello di Pescina);
3) E’ vero che “in questo momento la Regione tecnicamente è ancora commissariata e neanche può legiferare in ambito sanitario”. Ma il 29 gennaio scorso il Ministero degli Affari Regionali e la Regione Lazio hanno annunciato il “via libera all’attivazione della procedura, per la Regione Lazio, per l’uscita dal commissariamento in sanità”. E, considerati i lunghi tempi tecnici per incardinare una proposta di legge in Consiglio regionale, se la richiesta degli 11 Comuni della Valle dell’Aniene per la riapprovazione della norma sugli ospedali montani dovesse essere accolta dai consiglieri, occorrerebbero comunque altri mesi per arrivare al voto finale in aula. Dunque in tempo per l’agognata uscita dal commissariamento, annunciata da vari mesi proprio da Zingaretti. Cos’è, solo in questo vacilla la finora devotissima fede nella parola del governatore laziale da parte della Giunta Pelliccia?
Uno degli assessori sublacensi, Luca Pannunzi, dovrebbe farselo spiegare dal suo ex senatore Carlo Lucherini (Pd), di cui è stato per anni assistente parlamentare. Perché la proposta di legge sugli ospedali montani del 2009 fu lanciata proprio da Lucherini insieme all’ex sindaco di Olevano Romano, Guido Milana. Ecco, di seguito, un lancio dell’agenzia di stampa AdnKronos del 22/10/2009 nel quale spiegò bene la ratio di quella legge, oggi invece incredibilmente disconosciuta proprio dal suo stesso partito (che nel 2009, peraltro, era anche guidato dall’allora segretario regionale Nicola Zingaretti): SANITA’: LUCHERINI, “PRESTO LEGGE LAZIO PER OSPEDALE MONTANO SUBIACO” VICEPRESIDENTE CONSIGLIO LAZIO: “SALVAGUARDARE NOSOCOMIO” Roma, 22 ott. – (Adnkronos) – “La legge per convertire l’Angelucci di Subiaco in ospedale montano, di cui sono primo firmatario, sarà approvata in tempi brevi. Oggi in un incontro con alcuni cittadini sublacensi il capogruppo del Pd Giuseppe Parroncini si è impegnato ad affrontare la questione in consiglio regionale entro novembre inserendo la legge nel piano sanitario regionale”. Lo dichiara Carlo Lucherini, vicepresidente del consiglio regionale del Lazio. “A Subiaco si tratta salvaguardare la specificità di un nosocomio che insiste su un’area vasta costituita da molti piccoli comuni montani che hanno l’ospedale come struttura sanitaria di riferimento ed è necessario rilanciare l’Angelucci partendo proprio da questa caratteristica – conclude Lucherini – Il testo della legge è stato unificato con altre proposte presentate dall’opposizione”.

 

Antonio Sbraga – L’AnienE-News n° 22 – 01/04/2020

P.s. Qualche lettore ha dubitato su quanto denunciato nella newsletter di ieri sulle affermazioni fatte dal Comune di Subiaco: ecco di seguito la copia del Comunicato Stampa ricevuto da tutte le redazioni giornalistiche (con l’affermazione falsa evidenziata in azzurro):

 

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