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UN MORTO AD AGOSTA, +25 CASI NELL’ASL ROMA 5 (234 I CONTAGIATI).

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UN MORTO AD AGOSTA, +25 CASI NELL’ASL ROMA 5

(234 I CONTAGIATI). I POLITICI AMMETTONO I “LIMITI

OGGETTIVI DEL PRESIDIO DI ZONA DISAGIATA” SOLO 6 ANNI DOPO

 

Nuova impennata record per la “Asl Roma 5: 25 nuovi casi positivi. Deceduto uomo di 87 anni. 1007 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. Dal 28 Marzo disponibili ulteriori 18 posti di terapia intensiva”.Salgono così a 234 i positivi al coronavirus nei 70 Comuni dell’Asl, compreso l’87enne di Agosta morto ieri: “questa notte il nostro concittadino Giovannino si è spento nell’ospedale romano presso il quale era ricoverato. La mia vicinanza, della Amministrazione Comunale e dell’intera popolazione va alla moglie, ai figli, ai fratelli ed ai nipoti, che in questo momento doloroso non hanno potuto essere al suo capezzale. Come agostani lo ricorderemo come un uomo dallo stile di vita umile, che ha saputo conquistare con la sua genuina spontaneità l’affetto degli alunni che lo hanno conosciuto durante i suoi anni come collaboratore scolastico, serbandone in cuore il ricordo di un nonno”, ha scritto il sindaco di Agosta, Massimiliano Valente.A Subiaco registrato un nuovo caso positivo (salgono a 5 quelli comunicati ufficialmente), come a Tivoli: “c’è un caso positivo al Covid-19 in più registrato in una delle strutture sanitarie del territorio (una persona di 54 anni) subito trasferito al Policlinico Umberto I. I contagi salgono così da 13 a 14; Scendono invece dalle 84 di ieri alle 62 di oggi le persone in quarantena fiduciaria”, annuncia il sindaco tiburtino, Giuseppe Proietti. Mentre sono “44 i casi positivi al Covid 19 a Guidonia Montecelio”.

 

LA TARDIVA AMMISSIONE DI PELLICCIA E ROMANZI – Nella lettera che hanno inviato alla Regione per chiedere il solo ripristino del reparto di Terapia Intensiva, il sindaco di Subiaco e il presidente della Comunità Montana dell’Aniene l’hanno prospettato come “il prodromo di una riorganizzazione in senso di maggiore efficacia del nosocomio di Subiaco nella risposta all’emergenza urgenza, il quale ha sperimentato la modalità organizzativa del “Presidio disagiato e montano” del D. M. 70 e ne ha palesato i limiti oggettivi nella risposta sanitaria da dare ai cittadini”.Finalmente se ne sono accorti anche coloro, come Pelliccia e Romanzi, che 6 anni fa, invece, salutarono il declassamento dell’Angelucci, passato con il Decreto 416 del 2014 da “ospedale sede di Pronto Soccorso” a semplice “Presidio di Zona particolarmente disagiata”, con tanto di manifesti cubitali nei quali addirittura ringraziavano Zingaretti per “aver salvato l’ospedale”.Ora, ma solo davanti all’emergenza sanitaria più grave del secolo, ammettono nella lettera inviata allo stesso Zingaretti ciò che hanno negato sinora in loco.“S’è svejatoooo”, gridava il servo Ricciotto quando il Marchese del Grillo rinsaviva già in pienissimo giorno.Ma ora non basta: per essere credibili Pelliccia e Romanzi dovrebbero chiedere ciò che “L’Aniene” ha proposto loro sin dal 4 febbraio scorso davanti alla Commissione Sanità della X Comunità Montana.Ossia la richiesta della riassegnazione della classificazione di “ospedale sede di Pronto Soccorso” all’Angelucci (e la conseguente riapertura della Terapia intensiva), per la quale ci sono solo 2 strade: o la nuova approvazione della legge sugli ospedali montani, che nel 2009 concesse la deroga all’Angelucci prima dello stop della Corte Costituzionale dovuto al commissariamento della sanità regionale, oppure con un decreto del commissario ad acta, come già fatto da Zingaretti nel 2015, quando creò il polo unificato Civitavecchia-Bracciano (qui potrebbe costituire il Tivoli-Subiaco).Il 4 febbraio, anche se senza alcun entusiasmo, Pelliccia e Romanzi si dissero alla fine favorevoli alla proposta avanzata da questo giornale. Ma poi hanno continuato come sempre in questi anni: facendo finta di niente pur di non disturbare il manovratore regionale.Perché non si esprimono? Solo 7 Comuni del comprensorio hanno finora risposto all’appello, deliberando le richieste: Affile, Agosta, Arcinazzo Romano, Canterano, Cervara di Roma, Cineto Romano e Olevano Romano. Ora lo facciano anche gli altri.

 

 

Antonio Sbraga – L’AnienE-News n° 16 – 26/03/2020

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