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ASL ROMA 5: +16 CASI (TOTALE 209 POSITIVI)

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ASL ROMA 5: +16 CASI (TOTALE 209 POSITIVI), DI CUI 2 A TIVOLI. NON SOLO SULLA TERAPIA INTENSIVA, PALESTRINA PREFERITA A SUBIACO ANCHE SUL “PROGETTO ICTUS”: MAI ATTIVATO IN 10 ANNI

“Asl Roma 5: 16 nuovi casi positivi. Dal 28 Marzo disponibili ulteriori 14 posti di terapia intensiva” a Tivoli, Colleferro e Palestrina.

Salgono così a 209 i positivi al coronavirus nei 70 Comuni dell’Asl, compresi i 2 nuovi di Tivoli, dove i positivi sono “13 persone (ieri erano 11). Per la prima volta c’è un contagiato residente a Tivoli centro, nel quartiere empolitano. Cambia anche il numero delle persone in quarantena fiduciaria: tra coloro che sono usciti e coloro che sono entrati si passa dagli 82 agli 84 di oggi. Un’importante novità: ho firmato questa mattina un’ordinanza con la quale si dispone che anche l’uscita di casa per esercitare le attività ludiche o per far passeggiare gli animali domestici è consentita soltanto nel raggio dei 200 metri dalla propria abitazione”, annuncia il sindaco Giuseppe Proietti che aggiunge: “per alleggerire la situazione economica dovuta alle chiusure imposte dal Dpcm anti Coronavirus, il Comune ha annullato la Cosap. La sospensione resterà in vigore sino a quando gli esercizi resteranno chiusi”. Come deciso anche dal Comune di Castel Madama.

A Guidonia Montecelio ci sono “43 positivi e 139 quarantene, ieri per la prima volta sono usciti dalla quarantena 11 persone, oggi ne usciranno 13 e domani ulteriori 9”, annuncia il sindaco, Michel Barbet.

LA DISPARITA’ DI TRATTAMENTO PALESTRINA-SUBIACO – I sindaci della Comunità Montana dell’Aniene continuano a tacere da ben 4 giorni sull’assegnazione “all’ospedale di Palestrina di 4 posti Terapia Intensiva no-Covid per fare fronte ad emergenze di altri Ospedali della rete regionale che sarà completa il 28 marzo pv”. Nessuna protesta contro la Regione per la disparità di trattamento subita da Subiaco, che da 4 anni attende i “2 posti di sala rossa per l’attività di rianimazione” annunciati da Regione ed Asl il 27/04/2016.

IL “PROGETTO ICTUS” MAI RIVENDICATO DAI SINDACI – Ma già in un altro caso Regione ed Asl hanno fatto figli e figliastri nel silenzio assordante dei sindaci della Comunità Montana dell’Aniene: sul “Progetto Ictus”. Nato nel 2010 per assicurare il teleconsulto durante la terapia trombolitica, il progetto è stato finora attivato solo a Tivoli e Palestrina (collegati con gli specialisti del Policlinico Umberto I), ma non a Subiaco, dove l’apparecchiatura è inutilizzata ed incellofanata da anni (vedi foto in basso), nonostante il costo complessivo (400 mila euro) e l’indispensabile importanza di questo progetto salva-vita, e malgrado Subiaco sia, fra i 3, l’ospedale più lontano dai centri di eccellenza romani che curano l’ictus.

Antonio Sbraga – L’AnienE-News n° 15 – 25/03/2020

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