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ASL ROMA 5, +21 CASI (TOTALE 193 POSITIVI)

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ASL ROMA 5, +21 CASI (TOTALE 193 POSITIVI), DI CUI 1 A TIVOLI. TERAPIA INTENSIVA: TUTTI IN SILENZIO SULLA DISPARITA’ DI TRATTAMENTO PALESTRINA-SUBIACO (CHE ATTENDE DA 4 ANNI)

“Asl Roma 5: 21 nuovi casi positivi. 916 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. Dal 28 Marzo disponibili ulteriori 13 posti di terapia intensiva. Si lavora per riconvertire l’Ospedale di Monterotondo in Covid Hospital per ulteriori 60 posti letto dedicati entro il 26 Marzo. Già operativi 20 posti letto. Isolata RSA di Guidonia. Isolata RSA Nerola: la Asl subentra nella gestione sanitaria della struttura” Salgono così a 193 i positivi al coronavirus nei 70 Comuni dell’Asl, compreso quello nuovo segnalato a Tivoli (“11 le persone contagiate dal virus Covid-19 nel Comune di Tivoli. Per la prima volta la Asl ha fornito anche l’elenco delle persone in quarantena fiduciaria: sino a ieri erano 82 le persone in osservazione, numero che sin da oggi è destinato a scendere”, annuncia il sindaco tiburtino). Ieri, invece, “8 persone positive al Covid 19 sul territorio di Guidonia Montecelio. Per un caso è stato necessario il ricovero in ospedale, mentre gli altri sette sono in isolamento domiciliare. Come da prassi sono partiti gli accertamenti sanitari sui contatti di queste persone. Al momento, quindi, sono 36 i casi totali di positivi al Coronavirus a Guidonia Montecelio”. Dalla ASL Roma 5 “Si comunica che, su disposizione dell’Assessorato e dietro parere della Protezione Civile, vengono trasmessi alla Prefettura, alle amministrazioni comunali, alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco, nel rispetto delle procedure di sicurezza informatica e della protezione dei dati, tutte le informazioni relative alle persone che risultano positive al COVID-19 e quelle che si trovano in domicilio protetto per consentire loro per quanto di competenza la gestione dei casi”.

LA DISPARITA’ DI TRATTAMENTO PALESTRINA-SUBIACO – Come scritto ieri, continua il silenzio assordante dei sindaci della Comunità Montana dell’Aniene sull’assegnazione “all’ospedale di Palestrina di 4 posti Terapia Intensiva no-Covid per fare fronte ad emergenze di altri Ospedali della rete regionale che sarà completa il 28 marzo pv”. Gli stessi sindaci che avevano annunciato di averli chiesti per Subiaco, ora non osano disturbare il manovratore regionale sulla disparità di trattamento subita, neanche davanti all’emergenza sanitaria più grave dell’ultimo secolo. Ma, in fondo, sono gli stessi sindaci che, in questi ultimi 4 anni, non sono stati capaci di farsi attivare neanche i “2 posti di sala rossa per l’attività di rianimazione” a Subiaco (e senza manco mai protestare) annunciati da Regione ed Asl il 27/04/2016. Il 9 marzo scorso hanno inviato una lettera alla Regione con la sola richiesta del ripristino del reparto di Terapia Intensiva senza chiedere alla Regione anche il pre-requisito necessario per poter riavere quei posti letto, ossia la “classificazione di ospedale sede di Pronto Soccorso”, che questo giornale sollecita da quasi 2 mesi. O mediante la nuova approvazione della legge sugli ospedali montani, che nel 2009 concesse la deroga all’Angelucci prima dello stop della Corte Costituzionale dovuto al commissariamento della sanità regionale, oppure con un decreto del commissario ad acta, come già fatto da Zingaretti nel 2015, quando creò il polo unificato Civitavecchia-Bracciano (qui potrebbe costituire il Tivoli-Subiaco). Ma gli ineffabili sindaci (tranne i 7 che hanno aderito all’appello di questo giornale: Affile, Agosta, Arcinazzo Romano, Canterano, Cervara di Roma, Cineto Romano e Olevano Romano) neanche osano chiedere il decreto Tivoli-Subiaco o la riapprovazione della legge sugli ospedali montani alla Regione. Perché basta leggere il tono sottomesso e genuflettente col quale hanno chiuso la lettera del 9, inviata al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, e all’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato (gli stessi che hanno tagliato il 47% dei letti dell’Angelucci nel 2014), alla stregua della famosa lettera di Troisi e Benigni al “Santissimo Savonarola” nel mitico film “Non ci resta che piangere”. Anche davanti a queste parole, scritte e firmate dal sindaco di Subiaco, Francesco Pelliccia, e dal presidente della Comunità Montana dell’Aniene, Luciano Romanzi, non ci resta che piangere per davvero: “Siamo con la presente a esprimervi l’apprezzamento e la gratitudine per il lavoro incessante e straordinario che state effettuando per il contenimento dell’emergenza”. Proprio come a Frittole, nel quasi 1500: “Santissimo Savonarola- scrissero Trosi e Benigni-  ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi, proprio il massimo, senza chiederti nemmeno di stare fermo, puoi muoverti!”.

 

Antonio Sbraga – L’AnienE-News n° 14 – 24/03/2020

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