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IMPENNATA RECORD (+22), ORA SONO 121 I POSITIVI NELL’ASL ROMA 5

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IMPENNATA RECORD (+22), ORA SONO 121 I POSITIVI NELL’ASL ROMA 5. MA L’OSPEDALE DI SUBIACO, INVECE DI AUMENTARE I LETTI, DIMEZZA CHIRURGIA

“Asl Roma 5: 22 nuovi casi positivi. 734 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. Dal 28 Marzo disponibili ulteriori 10 posti di terapia intensiva” a Tivoli e Colleferro.

Salgono così a 121 i contagiati nei 70 Comuni dell’Asl Roma 5. Solo a Tivoli “sono in totale 9”, come ha annunciato il Comune (“si tratta di tre persone dello stesso nucleo familiare dell’81enne deceduto, di cui una persona ricoverata all’ospedale Sant’Andrea; due persone di un altro nucleo familiare in isolamento domiciliare; e altre tre singole persone sempre in isolamento domiciliare. Dai dati anagrafici si evince che l’età media è di 43 anni: dai 17 agli 81 dell’uomo deceduto”).

E “3 a Olevano Romano”, oltre ai 2 di Subiaco e i casi singoli di Rocca Santo Stefano, Cervara di Roma e Mandela.

Il sindaco di Subiaco, ormai ridotto da tempo a mero annunciatore dell’Asl, ha comunicato “dell’apertura di un Reparto dedicato al Covid-19, con la Chirurgia temporaneamente trasferita nel reparto di Lungodegenza, che sarà ridotta. Ma non c’è nessuna riduzione di servizio. C’è uno spazio importante, che speriamo di non dovere utilizzare, ma che, nell’evenienza, è pronto anche per la nostra città”.

Niente di più falso: Pelliccia mente, sapendo di mentire.

Perché, come anticipato 3 giorni fa da “L’Aniene”, il reparto di Chirurgia è stato dimezzato (altro che “non c’è nessuna riduzione di servizio”), passando da 10 a soli 5 posti letto.

Come la Lungodegenza che però, non essendo un reparto per degenti acuti (non può accettare degenti provenienti dal Pronto Soccorso), potrebbe essere ospitato anche fuori da un ospedale (perché l’Asl non ha chiuso la Lungodegenza, invece di dimezzare la Chirurgia?)

Insomma, invece di implementare i pochi posti letto (magari con il ripristino della Terapia intensiva, come chiesto sin dal febbraio scorso da “L’Aniene”) davanti a questa emergenza sanitaria senza precedenti, l’Asl Roma 5 ha la sfacciataggine di tagliare ulteriormente il già decimato ospedale di Subiaco, finendo di “amputare” ciò che resta di un reparto di Chirurgia da anni ridotto all’osso (manca un terzo dei chirurghi previsti: dal febbraio scorso non vanno più a coprire i turni manco gli specialisti in “prestito” a gettoni da 60 euro l’ora dall’ospedale di Bracciano).

Già nel giugno scorso, peraltro, l’Asl tentò di amputare questo reparto, il cui restyling è stato inaugurato dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti, appena 3 anni fa (“Un investimento di circa 800 mila euro”), il 17 maggio 2017.

Due anni dopo, senza la formalizzazione di alcun cambiamento all’atto aziendale vigente, l’Asl annunciò che “il Direttore del Dipartimento chirurgico, dott. Sergio Cicia, su indicazione della Direzione, sta predisponendo le azioni necessarie al fine di trasformare l’Ospedale di Subiaco in un centro di eccellenza per la chirurgia in Day Surgery con: 2 sedute settimanali dedicate alla Chirurgia, 2 sedute settimanali dedicate all’Oculistica, 1 seduta settimanale per l’Ortopedia, 1 seduta settimanale per Urologia o Orl con aumento dell’utilizzo dell’Ospedale e quindi un suo inserimento “efficace” nella rete ospedaliera della Asl Roma 5 potendo contare su operatori di grande qualità professionali ed umane. Per il trattamento delle urgenze (che per definizione richiedono tempi di intervento necessari più lunghi) si provvede al trasferimento del paziente presso un Dea di Primo livello utilizzando l’ambulanza già presente ed eventualmente con la presenza a bordo dell’anestesista di guardia. Il tutto per garantire adeguata diagnosi e trattamento. In caso di emergenza (che per definizione richiede tempi di intervento estremamente rapidi) si provvede al tentativo di stabilizzazione immediato delle funzioni vitali da parte dei sanitari presenti presso l’Ospedale di Subiaco per poi predisporre il successivo trasferimento in Dea di primo o secondo livello”.

Tradotto in parole povere: fine del reparto di Chirurgia generale, declassato a solo “Day Surgery”, ossia gli interventi di un solo giorno di degenza, senza alcun cenno ai “10 posti letto per la chirurgia generale e d’urgenza” inaugurati 3 anni fa.

Nessuna “eccellenza”, dunque, ma soltanto il declassamento di un reparto, peraltro già annunciato dall’Asl 2 anni fa: “è stato dato incarico al Direttore del Dipartimento di Chirugia, dott. Sergio Cicia, di avviare a Subiaco un servizio di Day Surgery polispecialistico”, comunicò l’azienda il 30 giugno 2018.

Ma, da allora, l’Asl non ha mai attivato nessun servizio, anzi l’ha progressivamente svuotato, ed ora approfitta anche dell’emergenza sanitaria più grave dell’ultimo secolo per assestare il colpo finale.

Antonio Sbraga – L’AnienE-News n° 11 – 21/03/2020

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