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Tivoli, le 2 Ville unite nella top-ten italiana Subiaco, l’incunabolo dell’abbazia a Londra

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L’unione fa la forza e così, pur perdendo 4 mila visitatori rispetto al 2018, le due Ville tiburtine totalizzano 720 mila e 188 ingressi, posizionandosi al nono posto della Top-30 del 2019, la classifica dei 30 musei più visitati d’Italia. Lo scorso anno il Ministero per i Beni culturali aveva invece conteggiato separatamente i due siti: Villa d’Este, nonostante l’aumento di 24.518 visitatori, aveva perduto una posizione (15°) nella hit dei monumenti più gettonati d’Italia. Da dove era però uscita, invece, Villa Adriana, che aveva perduto 12.899 visitatori rispetto all’anno precedente. Lo scorso anno in calo anche i monasteri dell’abbazia benedettina di Subiaco: 105.813 visitatori contro i 120.271 registrati nell’anno 2017. Il Sacro Speco era passato da 75.292 pellegrini a 66.211 (-9081) e Santa Scolastica da 44.979 a 39.602 (-5377). In attesa dei dati relativi al 2019, il Ministero ha intanto inviato uno dei più antichi incunaboli dell’abbazia sublacense in esposizione all’ambasciata italiana di Londra. Si tratta del “De Civitate Dei di Sant’Agostino” stampato a Subiaco nel 1467 e custodito nella biblioteca statale del Monastero benedettino di Santa Scolastica. Ora questo prezioso manoscritto sarà possibile vederlo per sei mesi in una delle Capitali più prestigiose del mondo, grazie ad un progetto sulla stampa e su espressa richiesta dell’ambasciatore italiano a Londra, Raffaele Trombetta. “Per antichità del volume e importanza, il De Civitate Dei custodito a Subiaco – ha detto l’ambasciatore Raffaele Trombetta presentando l’opera – ha un valore storico e culturale inestimabile. Il suo arrivo a Londra è il frutto di un’iniziativa di diplomazia culturale di altissimo rilievo che abbiamo voluto inserire nel contesto di Art2Business, una serie di eventi con i quali presentiamo al pubblico britannico eccellenze artistiche e culturali italiane che hanno avuto significativi impatti sul piano economico e sociale”. Una richiesta che ha avuto l’immediato appoggio dei monaci e dei responsabili della biblioteca statale dove l’incunabolo è conservato. “La città di Subiaco – ha detto l’abate sublacense, Dom Mauro Meacci – con questa esposizione merita di rappresentare l’Italia, per l’importanza dei suoi incunaboli. Si sono rivolti al “De Civitate Dei di Sant’Agostino” perché rappresenta anche tutta la tradizione manoscritta”. E il valore di questo manoscritto è lo stresso ambasciatore a ricordarlo: “Sono onorato – ha aggiunto il diplomatico- che l’ambasciata esibisca uno dei più antichi prodotti dell’arte libraria italiana e esempio tangibile dell’avvio di quella ‘proto-economia della conoscenza’ che è stata l’introduzione e diffusione dell’arte della stampa. Siamo grati al ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo per il prestito di un volume così prestigioso, oltre che alla Biblioteca Statale di Santa Scolastica per la generosità e il lungimirante entusiasmo con cui ha collaborato”.

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