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“Diffusa e feroce criminalità nei 75 Comuni. Ma c’è una costante sottovalutazione del fenomeno”

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“Il circondario di Tivoli, con oltre 500.000 abitanti, comuni come Guidonia (90.000 abitanti) e Tivoli (60.000 abitanti), con un’ampia estensione territoriale (75 comuni) presenta una diffusa criminalità: omicidi, rapine, estorsioni, usura, sostanze stupefacenti, violenza di genere (in emersione). E presenta un territorio “a rischio” per la presenza di “feroci” gruppi criminali e del CARA. A fronte di una grave situazione criminale vi è stata una costante sottovalutazione del fenomeno, con assegnazione di risorse limitate alla polizia giudiziaria e agli Uffici Giudiziari, con la conseguenza che la risposta giudiziaria, nonostante l’impegno di tutti gli operatori, è, a mio avviso, insufficiente”, questa la requisitoria del procuratore della Repubblica di Tivoli, Francesco Menditto, nella relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il capo della Procura tiburtina ha voluto ribadire “quanto esposto lo scorso anno: il circondario “soffre” della maggiore attenzione rivolta verso il circondario di Roma, con un rapporto spropositato nell’assegnazione delle risorse. Il mero confronto del dato numerico dei procedimenti trattati dal PM di Tivoli o dal Giudice di Tivoli evidenzia un moltiplicatore del doppio o del triplo. Fino a che non si avrà la percezione di questo dato non vi potrà essere un’azione adeguata. Ovviamente rimane inalterato l’impegno della Procura a migliorare l’azione sul territorio con le risorse disponibili, anche se i margini – a risorse invariate – appaiono assai limitati”.

“PRESCRIZIONE PER LE PENE INFERIORI” – Il procuratore avverte anche che “i tempi di definizione rendono prevedibile la prescrizione per le contravvenzioni e per i delitti puniti meno gravemente (anche per le difficoltà che presenta il settore penale del Tribunale), disincentivando i riti alternativi, nonostante i criteri di priorità adottati”.

“L’OMERTA’ DIFFUSA” – “Va precisato che nei casi in cui i reati contro la p.a. siano connessi con violazioni alle norme urbanistiche o ambientali, il clima di omertà a volte presente in alcuni contesti del circondario e la consapevolezza che, a seguito della riforma di cui alla legge n. 190 del 2012, è ormai punibile anche il soggetto che venga indotto alla dazione di somme di denaro, rendono poco agevole l’acquisizione di elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio”.

+40% OMICIDI COLPOSI – “Critico il dato degli omicidi colposi da incidente stradale (da 15 a 21 +40%) e delle lesioni gravi complessive da incidente stradale (da 87 a 117 + 47%)”. Mentre sono stati 10 gli omicidi volontari: “dimostra che il circondario presenta una criminalità “feroce” e pericolosa. Dati in aumento rispetto agli anni precedenti in un trend in controtendenza rispetto ai dati nazionali”.

“GUIDONIA, MAGGIOR SMERCIO DROGA” – “Traffico, cessione e detenzione di stupefacenti sono un fenomeno criminoso molto diffuso nel circondario. Il territorio del Comune di Guidonia Montecelio appare come il maggior centro di smistamento e smercio di droga, specie cocaina e marijuana”.

“FURTI, ALLARME SOCIALE” – “Plurimi i procedimenti relativi a reati contro il patrimonio di natura violenta, che destano particolare allarme sociale in tutto il territorio del circondario, dove sovente si sono verificati episodi di furto in appartamenti ovvero in esercizi commerciali ai danni di inermi cittadini, spesso in età avanzata, commessi principalmente da giovani stranieri che gravitano nelle zone di competenza appoggiandosi in alloggi di fortuna con scopi esclusivamente di natura predatoria, poi trasmodati in gravi atti violenti contro la persona. Il fenomeno dell’usura appare sempre assai diffuso”.

INDAGINI SULLE BANCHE – “Sono numerose le denunce per usura sporte nei confronti dei direttori di filali di banca del territorio rei di aver applicato e fatto sottoscrivere ai propri clienti, anni prima, contratti e clausole “capestro” soprattutto relativamente ai casi di commissioni di massimo scoperto e di interessi di mora applicati laddove i clienti non fossero riusciti a ripianare i debiti scaturiti da fidi significativi. Le indagini in questa materia impongono necessariamente il conferimento di perizie volte a ricostruire cronologicamente l’andamento dei rapporti, in alcuni casi più che decennali, i peridi temporali in cui vi è stato superamento dei tassi di usura, la valutazione ab origine della portata delle clausole, il tutto alla luce di una giurisprudenza da sempre ondivaga nel riconoscere il delitto penale nei casi di specie, e di una difficoltà di dimostrare l’elemento soggettivo del reato nonché di individuare l’autore stesso dell’ipotizzato delitto”.

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