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Rifiuti, braccio di ferro Campidoglio-Regione: “Rocca Cencia non può chiudere fino a marzo”

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“La delibera della Regione mi dice che Rocca Cencia non può chiudere fino a marzo 2020. Devo fare manutenzioni a Rocca Cencia e non sono differibili al 31 marzo per la tutela dei cittadini di Rocca Cencia, di Roma, e per l’operatività di Ama”. Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, intervenendo al Consiglio straordinario dedicato al completamento del ciclo dei rifiuti, all’emergenza sanitaria e alla realizzazione di nuovi impianti di smaltimento. “E’ fondamentale per noi fare alcune cose – ha sottolineato Raggi -: chiedere e pretendere che venga approvato quanto prima il piano regionale, a me serve un piano organico e di sistema per mettere in sicurezza la mia città; io devo poter fare la manutenzione ordinaria e straordinaria a Rocca Cencia. Rocca Cencia poi va chiusa e il sito va riconvertito. E dovremo trovare altri siti in cui costruire un nuovo Tmb con le nuove tecnologie esistenti. Lo possiamo fare solo se la Regione ci aiuta a trovare un sito dove temporaneamente trattare i rifiuti per mandare in manutenzione il Tmb, poi saremo noi a trovare un nuovo sito”, ha concluso la sindaca senza risparmiare critiche ai suoi colleghi dei Comuni della provincia. “La Capitale è tacciata di egoismo e inefficienza dalle stese persone e dagli stessi partiti che per decenni hanno dimenticato di fare la loro parte nelle istituzioni dell’area metropolitana. Per decenni nella discarica di Malagrotta, la discarica più grande d’Europa, sono stati accolti i rifiuti di Fiumicino e Ciampino. Ve lo ricordate? Presso Rocca Cencia, nell’impianto di Porcarelli sono stati accolti i rifiuti di oltre 50 Comuni del Lazio. Il vincitore è Fiumicino – ha sottolineato Raggi, contestata dai sindaci presenti e dalle opposizioni -, che dopo 60 anni di conferimenti nella discarica di Malagrotta ha deciso di conferire i propri rifiuti nei Tmb di Malagrotta. A volte ce lo dimentichiamo. Io lo dico ai sindaci del Lazio che pensano che ce l’abbia con loro: la mancanza di programmazione danneggia tutti”.

L’ESPOSTO – “Ho presentato tre esposti alla Polizia Locale e ai Dipartimenti Comunali della Tutela Ambientale e della Mobilità, per avere un parere rispetto alle loro competenze sull’ipotesi di apertura di un impianto di biomasse in VI Municipio”, annuncia Dario Nanni, consigliere del VI Municipio. “Nello specifico ho richiesto alla Polizia Locale e al Dipartimento Mobilità una valutazione dell’impatto che l’apertura di questo impianto potrà avere sul traffico veicolare e se questo è compatibile con la viabilità esistente, visto che l’apertura di questa attività comporterà il transito di ulteriori mezzi pesanti sull’unica strada esistente che è la via Prenestina, la stessa strada che utilizzavano gli antichi romani duemila anni fa. Nel contempo ho chiesto al Dipartimento Tutela Ambientale un parere sugli effetti che l’apertura di questa attività potrà avere dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico ed acustico visto che la Via Prenestina è già oggi paralizzata dal traffico e con questa attività i mezzi pesanti che la percorreranno aumenteranno”.“Negli esposti ho ricordato che in quella zona, a poca distanza già si trovano sia il più grande impianto di trattamento di rifiuti di Roma ossia Rocca Cencia, sia un impianto di compostaggio su Via di Torrenova in corrispondenza di Via Prenestina. Infine, ho sottolineato che oltre ad essere vicino a due centri abitati, Colle Monfortani e Colle Prenestino, questo impianto insisterebbe a poche centinaia di metri dall’Istituto Tecnico Agrario Statale “Sereni” nel quale studiano più di mille ragazzi”.

 

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