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L’Asl Roma 5 ha perduto 103 medici in 3 anni E ora chiede di mettere a concorso 127 posti

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Dica 103. Negli ultimi 3 anni l’Asl Roma 5 ha perduto 103 medici ed ora la carenza di camici bianchi rischia di far collassare i 5 ospedali. Per questi motivi l’azienda sanitaria chiede alla Regione di poter “mettere a concorso” 127 posti da medico secondo il crescente fabbisogno registrato nelle varie strutture. A cominciare dall’unico Dipartimento di Emergenza ed accettazione (Dea), dove c’è il bisogno “di ampliare la dotazione organica dei medici internisti per attivare, in pianta stabile, il team di Pronto Soccorso nel Dea di I livello dell’Ospedale di Tivoli. ll team prevede infatti la presenza in servizio attivo di un internista in guardia attiva H24, un ortopedico traumatologo in guardia attiva per H24 ed un chirurgo in guardia attiva per H24. Per attuare tale implementazione è necessario prevedere una diversa allocazione delle risorse disponibili, ma soprattutto è necessario prevedere un ampliamento del numero di specialisti da reclutare”, avverte l’Asl. La quale, nel suo complesso, necessita di “114 dirigenti medici, 3 dirigenti farmacisti e 10 dirigenti veterinari” perché, come spiega l’azienda, “dal gennaio 2017 ad oggi, sono complessivamente cessati dal servizio 103 (48 per quiescenza) dirigenti”. Servono soprattutto nuovi “cardiologi, al fine di garantire le attività di tutti i Presidi, in particolare di Palestrina e Colleferro”. Anche perché attualmente, protesta il Tribunale per i diritti del malato, “per sostituire l’unico cardiologo in servizio all’ospedale di Palestrina, ora in ferie, sono 10 giorni che si va avanti con provvedimenti tampone in attesa di un incontro”. A Subiaco è invece il reparto di Chirurgia a rischiare di finire dimezzato a fine anno, quando il primario andrà in pensione e andrà in scadenza il contratto di un altro dei 4 chirurghi rimasti. E poi nei “blocchi operatori Subiaco ha solo 2 infermieri di sala, Tivoli è sotto di 5 unità e Colleferro e Palestrina aspettano da tempo infermieri e oss”, denuncia la Cisl. E non ci sono neanche più i fondi per pagare i gettoni extra di “prestazioni aggiuntive” ai medici disponibili a coprire i turni scoperti: negli ultimi 33 mesi l’Asl Roma 5 ha speso, infatti, 5 milioni e 758 mila euro, pari ad una media giornaliera di oltre 5 mila e 816 euro. Però, continuando così, “l’ammontare della spesa per l’anno in corso si attesterebbe ad euro 2.350.479 decisamente superiore rispetto a quella degli anni 2018 e 2017”, ha scritto l’Asl ai primari dei suoi 5 ospedali, limitando le prestazioni aggiuntive alle sole Radiologie e Dialisi.

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