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Subiaco, lavori a scartamento ridotto (come gli organici: a fine anno Chirurgia si dimezza)

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Sono passati 120 dei 160 giorni previsti dal cantiere per l’Elisuperficie, ma il cantiere non è ancora neanche “decollato” all’ospedale di Subiaco. E così il prossimo 31 dicembre saranno 4 gli anni di inadempienza della Regione Lazio rispetto a quanto stabilito nel suo stesso decreto 368 del 2014, che prescriveva “l’attivazione dell’Elisuperficie entro il 31/12/2015”. Il cantiere per il rinnovo del Pronto Soccorso, invece, va a rilento, come l’impianto di riscaldamento: “i termosifoni sono bassissimi e fa freddo”, lamentano gli utenti. Ma l’abbassamento interesserà anche l’organico medico: dal 2 gennaio prossimo andrà via uno dei 5 medici (trasferito all’ospedale di Sulmona). Mai come il reparto di Chirurgia, che verrà dimezzato a fine anno. Il primario, Roberto Longo, andrà in pensione a fine dicembre. Proprio quando andrà in scadenza il contratto di un altro dei 4 chirurghi rimasti (il quinto, andato in pensione nella primavera scorsa, non è mai stato rimpiazzato), che farà rientro all’ospedale di Palestrina. Rimarranno due chirurghi, ma uno è già dato in partenza (anche se ancora non viene ufficializzata). Con questa decimazione, rischia di finire per essere attuato il declassamento del reparto annunciato dalla stessa Asl nei mesi scorsi. Ossia quanto indicato nel giugno scorso: “il Direttore del Dipartimento chirurgico, dott. Sergio Cicia, su indicazione della Direzione, sta predisponendo le azioni necessarie al fine di trasformare l’Ospedale di Subiaco in un centro di eccellenza per la chirurgia in Day Surgery con: 2 sedute settimanali dedicate alla Chirurgia, 2 sedute settimanali dedicate all’Oculistica, 1 seduta settimanale per l’Ortopedia, 1 seduta settimanale per Urologia o Orl con aumento dell’utilizzo dell’Ospedale e quindi un suo inserimento “efficace” nella rete ospedaliera della Asl Roma 5 potendo contare su operatori di grande qualità professionali ed umane. Per il trattamento delle urgenze (che per definizione richiedono tempi di intervento necessari più lunghi) si provvede al trasferimento del paziente presso un Dea di Primo livello utilizzando l’ambulanza già presente ed eventualmente con la presenza a bordo dell’anestesista di guardia. Il tutto per garantire adeguata diagnosi e trattamento. In caso di emergenza (che per definizione richiede tempi di intervento estremamente rapidi) si provvede al tentativo di stabilizzazione immediato delle funzioni vitali da parte dei sanitari presenti presso l’Ospedale di Subiaco per poi predisporre il successivo trasferimento in Dea di primo o secondo livello”. Ma intanto nel reparto non mancano solo i medici: nei “blocchi operatori Subiaco ha solo 2 infermieri di sala, Tivoli è sotto di 5 unità e Colleferro e Palestrina aspettano da tempo infermieri e oss”, denuncia la Cisl.