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Però l’unica ambulanza dell’Asl per i codici rossi è “ferma da 8 mesi in officina, ma è indispensabile”

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L’8 ottobre, 5 giorni dopo la morte del degente 72enne di Subiaco, l’Asl Roma 5 ha deliberato l’affidamento della “riparazione Ambulanza Centro Mobile Rianimazione Aziendale”, rotta e ferma in un’officina di Castel Madama da ben 8 mesi. Perché, come si legge nella delibera, “con mail del 09.08.2019 viene relazionato il ricovero dell’Ambulanza di tipo “A” targata DXS24RX Tipo a assegnata al Centro Mobile di Rianimazione, da circa sei mesi presso l’officina Alba.CAR. per la rottura del motore durante il servizio, evidenziando, nonostante l’elevato importo da sostenere, pari a circa € 11.627 il valore strategico e sociale della stessa”. Al punto che “il referente autoparco P.o. Tivoli con mail del 27.09.2019, conservata in atti del responsabile del procedimento, ha sollecitato la riparazione dell’Ambulanza targata DX524 RK, evidenziando la necessità funzionale dell’ambulanza in dotazione, indispensabile alle attività sanitaria devoluta”.

UN SOLO CMR PER 5 OSPEDALI – Quindi nella più estesa Asl del Lazio (1.813 Kmq) è attiva una sola ambulanza del Centro mobile di rianimazione a servizio di ben 5 ospedali: quella appaltata ai privati. L’ennesimo rinnovo dell’appalto è stato assegnato nell’agosto scorso e “L’Aniene” ne ha già dato conto sul numero di settembre. Si tratta del “CMR H24 con autista soccorritore, infermiere e medico anestesista” dal costo annuale di un milione e 245 mila euro, pari a 103 mila e 798 euro al mese, equivalente ad una spesa quotidiana di ben 3 mila e 459 euro al giorno.

NAVETTA RIDOTTA SOLO ALL’ANGELUCCI – Nella stessa delibera Subiaco risulta essere l’unico, tra i 5 ospedali dell’Asl, ad avere una ambulanza ridotta “di tipo A H8 (dalle 8 alle 16) con autista soccorritore e infermiere”, mentre negli altri 4 il servizio è coperto per tutte le 24 ore (vedi tabella in basso). Ma si tratta della navetta per tutti i codici diversi dal rosso (per i trasporti dei casi critici, invece, si può usare solo il CMR). Come l’altra navetta, usata esclusivamente per i trasferimenti finalizzati all’attività diagnostica (ad esempio il trasporto di un paziente o degente che deve essere sottoposto ad una risonanza magnetica in uno dei centri accreditati, perché l’Asl ancora non dispone di questa apparecchiatura) acquistata nel luglio scorso dall’azienda. Ossia la “nuova ambulanza ad alta tecnologia acquistata dalla Asl Roma 5, che è andata a potenziare il Trasporto Secondario Protetto tra gli Ospedali della Asl Rm 5 e ad ottimizzare i tempi delle consulenze presso i reparti di alta specialistica di Roma”, come annunciò l’Asl il 18 luglio scorso.

NESSUN POTENZIAMENTO PER L’EMERGENZA – Allora aggiunse anche: “ha preso il via anche il progetto già annunciato del potenziamento del trasporto sanitario aziendale. La novità consiste nell’ingresso in servizio h12 dal lunedì al venerdì di una seconda ambulanza a disposizione sia del Polo Colleferro/Palestrina che di quello di Tivoli/Subiaco/Monterotondo. A questo si aggiunga la trasformazione del servizio h12 in h24 a Monterotondo”. Ma si tratta sempre di navette per i codici non rossi, ambulanze non destinate a coprire l’emergenza-urgenza, ma solo per i trasporti connessi all’attività diagnostica. Mentre l’unico Centro mobile di rianimazione di proprietà dell’Asl, ossia quello per il trasporto dei casi critici in codice rosso tra i 5 ospedali, è stato lasciato per ben 8 mesi col motore rotto in un’officina di Castel Madama.