Home Sanità Centro mobile (senza) rianimazione: attende 3 ore l’ambulanza (che non lo...

Centro mobile (senza) rianimazione: attende 3 ore l’ambulanza (che non lo trasferisce) e muore sulla 2°

46
0
dav

Centro mobile (senza) rianimazione: un’ambulanza, dopo 3 ore d’attesa, non trasferisce il degente e riparte vuota verso l’ospedale di Colleferro per trasportare un altro codice rosso. L’altra, arrivata dopo 6 ore d’attesa, carica il degente, che però dopo 10 chilometri muore sul mezzo di soccorso. E’ quanto accaduto tra il 2 e il 3 ottobre, con parenti ed amici di un 72enne ricoverato al reparto di Medicina dell’ospedale di Subiaco che hanno assistito al teatro dell’assurdo, nell’andirivieni del Centro mobile di rianimazione, quella che assicura il trasporto dei casi critici in codice rosso tra i vari ospedali. Sono passate circa 3 ore dopo la chiamata del reparto, che intorno alle 18 e 30 chiede il trasferimento del degente al San Filippo Neri di Roma: deve essere operato d’urgenza al cuore per un principio d’infarto. “L’ambulanza del Centro mobile di Rianimazione è arrivata la prima volta all’ospedale di Subiaco verso le ore 21.30- denuncia Giuseppe Mancini (M5S)- Ma, secondo quanto ricostruito sulla base di testimonianze dirette, il medico dell’ambulanza avrebbe detto che non poteva procedere al trasferimento del degente, pare a causa di un’altra chiamata di trasferimento in codice rosso sopraggiunta da un altro ospedale dell’Asl. Perché non è intervenuto il secondo centro mobile di rianimazione, il cui acquisto è stato annunciato dall’Asl nel luglio scorso?”. Il degente è poi stato caricato sull’ambulanza a mezzanotte e mezza, però il trasferimento verso Roma si è fermato dopo appena 10 chilometri insieme al cuore del 72enne, nonostante i tentativi di defibrillazione siano proseguiti fino al ritorno nel Pronto soccorso sublacense. Dopo la denuncia, inviata dal Movimento 5 Stelle sublacense al Ministero della Salute, si chiede “di aprire un’indagine sul caso, con l’invio di ispettori e carabinieri del NAS affinché si faccia luce sul fatto e le eventuali responsabilità”. Però l’Asl Roma 5 smentisce la ricostruzione dei fatti denunciata dai pentastellati: “l’Azienda ha verificato gli atti in proprio possesso da cui non risulta alcun riscontro a quanto descritto nell’esposto. Nello specifico si attesta che sono state seguite le procedure come da protocollo per il trasferimento del paziente. L’Azienda è disponibile a fornire ulteriori informazioni a qualsivoglia controllo da parte di organi esterni. Si riserva ulteriori verifiche ed eventuali azioni nei confronti di quanti possano inficiare la fiducia dei cittadini nei confronti dell’Azienda”.