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Aniene, allarme del Comitato: “La portata del fiume ridotta al lumicino, i sindaci vigilino sulle captazioni”

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Nonostante l’arrivo della stagione delle piogge, torna l’effetto-fisarmonica lungo il corso del fiume Aniene “in condizioni assai preoccupanti a causa della sua portata idrica ridotta al lumicino”. A denunciarlo è il Comitato per l’Aniene, che ha stilato un report lungo l’alta e media Valle del fiume. “A Subiaco, sotto il ponte medievale di san Francesco infatti il fiume è ridotto ad un ruscello, mentre a monte della ex Cartiera la situazione è ancora peggiore. Qui infatti l’Aniene soffre lo stress idrico ulteriore dell’acqua sottrattagli dalla derivazione di Scalelle della centrale idroelettrica di Subiaco. Ma anche a nel tratto più a valle la situazione non migliora: a Marano Equo ma anche a Vicovaro ormai il corso d’acqua è sotto dimensionato notevolmente. Una situazione che mette a repentaglio l’ecosistema fluviale e la biodiversità che esso ospita”. Il Comitato per l’Aniene il 4 ottobre ha effettuato un blitz a Subiaco “per posare un’installazione al centro del corso d’acqua ormai all’asciutto proprio sotto il ponte medievale di san Francesco: un enorme punto esclamativo rosso a sottolineare la nostra preoccupazione ed a richiamare l’attenzione su questo problema dimenticato dalle istituzioni. Il Comune di Subiaco sul tema è latitante, assieme agli altri Comuni della vallata attraversata dal fiume che le dà il nome. Al Comune di Subiaco chiediamo di impegnarsi seriamente nel contrastare questo disastro ambientale, e non di limitarsi ad uno spot pubblicitario l’anno con una capatina in Regione o invitando qualche assessore senza poi puntualmente evitare di affrontare realmente il problema e mettere in campo azioni concrete. Chiediamo anche a tutti i Sindaci della Valle dell’Aniene di mettersi al lavoro per ridare all’Aniene la sua dignità di fiume restituendogli l’acqua che gli è stata sottratta da captazioni di vario tipo. Occorre infatti limitare le captazioni idropotabili e controllare che esse non eccedano oltre il consentito. In primis quelle di Acea a danno della sorgente del Pertuso, sullo sfruttamento della quale chiediamo si applichi trasparenza”.