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Valle dell’Aniene, aumenta il silenzio degli indigenti: “La disoccupazione giovanile più alta della Provincia”

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Il silenzio degli indigenti è sempre più assordante nella Valle dell’Aniene. L’ultimo Rapporto annuale “sulle attività di contrasto alla povertà messe in atto dai volontari della rete Caritas della Diocesi di Tivoli ha visto e vissuto senza tregua alcuna gli effetti devastanti della crisi economica mondiale e nazionale che drammaticamente continua a colpire il nostro territorio”, scrive l’associazione cattolica tiburtina. Che avverte: “malgrado tutti gli indicatori che quotidianamente forniscono gli enti di consultazione statistica dicano che la situazione economica stia migliorando e che la fiducia nel sistema Italia sia in aumento, la nostra esperienza quotidiana, invece, mostra dati angoscianti relativi all’espandersi delle fasce di povertà, disoccupazione ed esclusione sociale ad al generale stato di precarietà e incertezza in cui si trova gran parte della popolazione” della Valle dell’Aniene. Perché, spiega il Rapporto annuale della Caritas, “nel nostro territorio questo dato si è concretizzato nel rilevante numero di famiglie (184) totalmente prive di reddito (+19,4% rispetto al 2017), entrato in contatto con la nostra rete. Tra le cause, emerge rilevante la crisi occupazionale. A questo, si deve aggiungere la fascia di età che va dai 15 ai 29 anni, nella quale risulta che la disoccupazione è pari al 39,2%, verosimilmente la più alta nella ex Provincia di Roma. Letta negli occhi segnatamente tristi delle persone che quotidianamente afferiscono ai Centri Caritas, si tocca con mano gli effetti di questo doloroso e veloce processo di impoverimento”.

LE RICHIESTE – “Nel centro diocesano e nei vari centri parrocchiali, nel corso del 2018 sono state accolte 4371 (+7,7% rispetto al 2017) persone, ascoltate più volte e, tra queste, ben 3721 (84,3%) hanno ricevuto una risposta concreta a fronte del bisogno espresso”. E, dopo 32 anni di attività del Centro diocesano, la Caritas registra l’affluenza di “sempre più giovani, soprattutto italiani, bassa scolarità. Lo dimostra l’aumento degli utenti con età inferiore a 30 anni, l’età media piuttosto bassa dei nuovi ascolti e la forte diversificazione della nazionalità di provenienza degli immigrati. Siamo giunti a 26 nazionalità diverse, in forte aumento gli africani”. Ma sono degli italiani il numero delle richieste “sempre più rilevante: il deciso aumento della presenza di nostri concittadini (+36,3% rispetto al 2017) e ciò dice che il fenomeno, che in quest’ultimo quinquennio era soprattutto riconducibile all’immigrazione, oggi invece colpisce una fascia sempre più ampia di nostri concittadini”.

IL DISAGIO – Ai Centri Caritas della diocesi tiburtina “si sono rivolte, una o più volte, 4371 persone con un rilevante aumento dell’affluenza di italiani, in forte aumento quelli provenienti dai Comuni della Valle dell’Aniene e dall’Empolitana. Il disagio maggiore è costituito dalla perdita del lavoro, famiglie prive di reddito, con figli minori e mutuo da pagare. Per molti è la disperazione”, sottolinea la Caritas di Tivoli. Nel Centro diocesano tiburtino “nel 2018 sono state accolte 2997 persone (+7,7% rispetto al 2017). Considerevole il numero degli italiani: 2584 (86,2%) dei quali 2348 di sesso femminile (89,8%) e 236 (10,2%) dell’altro sesso. Il numero degli stranieri: 413 (-21,2% rispetto al 2017) dei quali 319 di sesso femminile (77,3%) e 94 dell’altro sesso (22,7%). Questi numeri dimostrano che il numero dei nostri concittadini che si rivolgono ai Centri Caritas per affrontare i loro bisogni, è senza dubbio superiore a quello degli immigrati a pari condizione di fragilità sociale”. I disagi maggiori sono correlati a: “36,4% disoccupazione, lavoro precario e nero, 35,8% nessun reddito e povertà assoluta, 21,3% reddito insufficiente, 3,5% sovraindebitati a rischio di usura, 3% padri separati con reddito insufficiente per il sostentamento del nucleo originario”. Mentre le problematiche abitative vedono il 41,4% delle richieste per “sfratto in corso per morosità conseguente alla perdita del lavoro, 6,8% perdita della casa conseguente all’insolvenza del mutuo bancario”.

I COMUNI – “Le persone accolte e ascoltate provengono dall’intero territorio diocesano: Tivoli, Guidonia Montecelio, Castel Madama, Vicovaro, Sambuci, Licenza, San Polo dei Cavalieri, Marcellina, San Gregorio da Sassola, Casape, Poli, Subiaco, Cineto Romano, Mandela, Anticoli Corrado, Roviano Arsoli, Vivaro Romano, Agosta, Arcinazzo Romano, Marano Equo, Canterano, Gerano, Cerreto Laziale, Ciciliano, Sant’Angelo Romano. E da Comuni fuori diocesi: Palombara, Monterotondo, Mentana, Moricone, Montorio Romano, Pisoniano, San Vito Romano e 21 persone senza fissa dimora”.