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Tor Vergata l’incompiuta: “da 16 anni ci sono 10 piani non utilizzati per le degenze”

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Tor Vergata ancora incompiuta 16 anni dopo l’inaugurazione del policlinico. Il caso delle due torri incomplete approda in Consiglio regionale, anche per via della conseguente “grave carenza di posti letto” denunciata dalla stessa azienda ospedaliera (nel quadrante est romano manca oltre un terzo dei letti previsti dagli standard nazionali: meno di 2 ogni mille abitanti a fronte dei 3,7 che dovrebbe avere). Però, in questa deficitaria situazione, ci sono ancora ben 10 piani del nosocomio che attendono di essere utilizzati appieno da 16 anni, come denuncia l’interrogazione del consigliere regionale Massimiliano Maselli (NcI). Sette di questi piani sono nella “Torre 8, la cui costruzione è terminata nel 2003: è rimasta completamente inutilizzata per molti anni in tutti i suoi 9 piani fuori terra e solo parzialmente utilizzata da pochi anni (2012) con l’accreditamento istituzionale di soli 2 piani per la degenza per acuti della Medicina”. Poi, aggiunge Maselli, ci sono gli altri “3 piani nella Torre 6, utilizzati attualmente per la loro metà (circa 22 posti letti a piano) e, invece di essere utilizzati per degenze per acuti, occupano viceversa ambulatori, stanze di day hospital e stanze di supporto (Oncologia 4° piano est, Neuropsichiatria Infantile 9° piano est e 6° piano est chiuso)”. L’utilizzo parziale di questi 10 piani finisce per acuire la già “grave carenza di posti letto che costringe l’astanteria del pronto Soccorso ad essere molto affollata di barelle e poltrone per lo stazionamento dei pazienti ed anche per alcuni giorni consecutivi in condizioni fortemente disagiate per l’utenza, rischio infettivo, grave promiscuità e mancanza di standard minimi accettabili”, denuncia Maselli. Il consigliere chiede al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, “quali immediate iniziative intendano adottare per rendere interamente fruibili alle degenze per acuti i piani inutilizzati della Torre 8 e restituire completamente alle degenze per acuti la intera Torre 6, accreditandoli alle esigenze del quadrante Est di Roma e del suo hinterland, dove il rapporto posti letto-abitanti sfiora il valore di 2”. Un problema posto anche dalla stessa azienda ospedaliera nella relazione che accompagna l’ultimo bilancio consuntivo. Perché al policlinico “sono stati riconosciuti 557 posti letto tra ordinari e day hospital che, peraltro, non appaiono sufficienti nel quadrante di riferimento ove è collocato il Ptv per soddisfare il rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti previsti dallo standard nazionale. Nel territorio circostante il Ptv, infatti, risiedono circa 850 mila abitanti e l’insieme dei posti letto presenti nelle altre strutture di ricovero non raggiunge i 1500, con un rapporto pertanto inferiore a 2 posti letto per mille”, ha scritto la direttrice generale del Ptv, Tiziana Frittelli. Nei mesi scorsi il suo incarico quinquennale è scaduto, però Frittelli è stata nominata commissario straordinario perché “appare necessario comunque assicurare la continuità della gestione dell’Azienda ospedaliera nelle more della definizione complessiva dell’iter di riconoscimento della nuova entità giuridica della Fondazione, secondo il modello IRCCS nonché della nomina del nuovo Rettore”. In un policlinico gestito a metà tra l’azienda ospedaliera regionale e la fondazione della seconda università romana Frittelli già lo scorso anno lamentò che “il Ptv contabilizza nel suo bilancio 10,2 milioni di euro per oneri relativi ai mutui accesi dall’ateneo di Tor Vergata per l’edificazione e il completamento dell’ospedale e riaddebitati al Ptv secondo disposizioni statutarie. Tale fattispecie- scrisse nella sua relazione sulla gestione- risulta essere unica nella Regione Lazio”.