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Ptv, indagine sul reparto di Terapia intensiva: 27 decessi in 3 mesi sotto la lente della Procura

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Terapia intensiva 27 morti in 3 mesi: indagati 3 medici del Policlinico Tor Vergata. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo, delitti colposi contro la salute pubblica ed epidemia. Questo il fascicolo aperto dalla procura di Roma, ma l’indagine è solo al via e la lista delle persone coinvolte potrebbe allungarsi. Gli accertamenti sono stati avviati nel 2018 dopo che due famiglie, separatamente, hanno denunciato che i loro cari, ricoverati in quell’unità, erano morti, peraltro a distanza di pochi giorni (uno in luglio 2017 e l’altro in agosto). Entrambe le famiglie si lamentavano per un’infezione di klebsiella che, a loro avviso, sarebbe stata letale. Si tratta di un batterio molto frequente negli ambienti ospedalieri che su un corpo sano può essere debellato senza grandi problemi, ma che, invece, su un paziente già in condizioni precarie può avere conseguenze gravi. I carabinieri del Nas hanno così iniziato un’indagine. Per prima cosa hanno raccolto i dati relativi a quel periodo. Tra il 1 giugno 2017 e il 31 agosto di quello stesso anno, il reparto ha ospitato 47 persone. Di queste 27 sarebbero state infettate da qualche batterio e 18 non ce l’hanno fatta.

In particolare, poi, la klebsiella avrebbe contagiato 12 pazienti e 9 di questi sono morti. I militari, dopo avere visto questi dati allarmanti, hanno deciso di acquisire anche i numeri degli ultimi due anni per verificare se il trend è confermato. Posto che non è detto che sia possibile stabilire un nesso di causalità tra l’infezione e la morte, gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Carlo Villani, vogliono capire innanzitutto se il tasso di infezione è, come sembrerebbe secondo l’ipotesi dell’accusa, superiore alla media. Non solo: bisognerà anche valutare se il reparto di terapia intensiva del Ptv ha adottato tutte le misure idonee a scongiurare il contagio. Le famiglie che hanno denunciato sono convinte di no. I pazienti di quell’unità, essendo in condizioni molto delicate, hanno bisogno di standard più alti della media. Che, secondo l’accusa, non sarebbero stati rispettati.