Home Valle dell'Aniene Mariozzi, un “SuperMario” d’altri tempi tra Subiaco, Tivoli, Olevano e Bellegra

Mariozzi, un “SuperMario” d’altri tempi tra Subiaco, Tivoli, Olevano e Bellegra

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E’ stato presentato a Fiuggi il libro “MM7 Mario Mariozzi, Il Pallone nel cuore. Il calciatore, l’uomo, le storie”, dedicato all’attaccante, poi allenatore e infine direttore sportivo di Affile, morto nei mesi scorsi a 78 anni. Mariozzi ha giocato e poi guidato molte squadre della Valle dell’Aniene: Subiaco, Tivoli, Bellegra e Olevano Romano. Ed è stato ricordato dai tanti suoi ex calciatori, accorsi alla presentazione del volume curato dal figlio, Antonio Mariozzi, giornalista del Corriere della Sera. Di seguito l’estratto di uno dei capitoli del libro: “Se avesse giocato di questi tempi, l’avrebbero chiamato “SuperMario”. Un “SuperMario” bis più che bros: perché lo era sia nel nome che nel cognome. O, meglio, un “SuperMario” tris, perché lo è stato soprattutto in campo (e poi in panchina). E non certo per il fisico aitante alla Balotelli, né tanto meno per la cresta o i tatuaggi dell’attaccante bresciano, visto che l’affilano Mario Mariozzi i cronisti dell’epoca lo chiamavano “il piccoletto”. Però “il piccolo e sgusciante Mariozzi” era “la vera spina nel fianco della difesa avversaria, seminando sempre lo scompiglio con le sue fughe da metà campo e le sue deviazioni”. Lui non aveva certo bisogno di provocare l’assillante marcatore a uomo, perché “il suo diretto avversario, alla fine della gara, era talmente frastornato da non tenere più il suo posto”, scrisse alla fine dell’incontro Tivoli-Volsinio, nel 1961, Carlo Riccardi sul “Corriere dello Sport”. Un anno d’oro dev’essere stato quello per “il più insidioso del reparto di punta”. Un “vero castigamatti delle difese avversarie”, al punto da meritarsi quest’appellativo evangelico da parte del Corsport: “Mariozzi è diventato un’iradiddio”. E proprio a scapito di quei belzebù ringhiosi che lo aspettavano nelle retrovie: “Mariozzi, l’ala destra, dentro l’area di rigore ha fatto il diavolo a quattro”.

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