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Ennesimo bus in fiamme, “morto” il 4 luglio: “Atac ha una media di 800 guasti al giorno”

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Non nato, ma morto il 4 luglio. Si tratta dell’ennesimo bus Atac in fiamme, stavolta della linea 319 in via Palmiro Togliatti. L’autista ha fatto subito scendere i passeggeri e non si sono registrati feriti. E l’8 luglio la commissione capitolina Mobilità ha effettuato un sopralluogo alla rimessa Atac della Magliana, per verificare le attività manutentive in relazione all’aumento dei guasti, in particolare degli impianti di area condizionata e per ebollizione acqua motore. Il mese di giugno è in assoluto il più nero dell’intera stagione, complice l’innalzarsi delle temperature con la quasi totalità dei romani non ancora in vacanza. Nel mese scorso infatti, si è raggiunto il record con 813 avarie al giorno a fronte di 1.330 uscite. Il 30% dei guasti ha riguardato l’aria condizionata. In tutto sono 21mila i guasti e 99mila le corse perse. Netto il peggioramento rispetto alla passata stagione, quando a fronte di 16.700 guasti si persero 68mila corse. I membri della commissione, presieduta da Pietro Calabrese, hanno quindi ascoltato i vertici della rimessa i quali hanno elencato le principali criticità. Tra tutte, la carenza di personale: “In tutto qui a Magliana siamo circa 40 tra meccanici e il resto del personale, molti di meno rispetto a pochi anni fa a causa dei tanti prepensionamenti- hanno spiegato- specialmente in un periodo come questo estivo con molti dei lavoratori in ferie”. Le assenze dovute alle vacanze estive rendono impossibile i doppi turni e i bus guasti che arrivano in continuazione all’interno della rimessa rischiano di restare al palo. Alla luce del fatto che la maggior parte di questi riguarda l’impianto di aria condizionata, si viene quindi a creare una preoccupante anomalia: molti più guasti nei mesi estivi e molto meno personale per poterli risolvere. Senza contare l’annosa questione dei mezzi obsoleti. “Per quelli di oltre 15 anni fa- hanno spiegato ancora in commissione- è quasi impossibile trovare i pezzi di ricambio. Quelli più recenti dispongono di impianti di aria condizionata non soddisfacenti”. E ancora, “dal 2012 al 2017 c’è stato un buco per cui non è stato acquistato nemmeno un mezzo. Due anni fa ne sono stati presi 150. Troppo pochi se si pensa che un regime soddisfacente prevedrebbe una fornitura di almeno 150 ogni anno”. A parziale rimedio della carenza d’organico sono previste circa 70 nuove assunzioni, considerate comunque non sufficienti a coprire il fabbisogno, dal momento che saranno ripartite per tutte le sette rimesse presenti sul territorio capitolino. I 70 bus presi a noleggio da Atac dopo oltre 10 anni di onorato servizio a Tel Aviv, in Israele, annunciati dalla sindaca Virginia Raggi e che finora erano rimasti bloccati nei depositi di Salerno e di Roma, sono già al capolinea: non entreranno mai in servizio nella Capitale. I mezzi infatti, datati 2008, all’arrivo in Europa dovevano essere reimmatricolati, ma essendo Euro 5 e non Euro 6 non è stato possibile avviare la procedura perché avrebbe violato le direttive comunitarie: Atac ha quindi deciso di rescindere il contratto, dopo aver comunque già versato ai fornitori un anticipo pari al 16% dell’importo totale (il costo per il nolo, manutenzione compresa, è di circa 500mila euro al mese).