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A24, rincari del 19% rimandati a Settembre I sindaci: “Nuovo incontro entro fine Luglio”

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Rimandati a settembre. Resteranno congelati fino al prossimo 31 agosto, infatti, i previsti aumenti dei pedaggi (+19%), sulle autostrade A24-A25. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “ha chiesto e ottenuto dal concessionario Strada dei Parchi il blocco dei rincari dei pedaggi nelle more della definizione del nuovo Piano economico finanziario, atteso da cinque anni, nel corso dell’estate”. La stessa motivazione che era stata già indicata nel decreto 589 del 31 dicembre scorso, quando “l’aggiornamento tariffario” era stato messo in stand-by “sino alla data del 30 giugno 2019”. E ora il Ministero, “sensibile alla tutela degli utenti che viaggiano sulle due autostrade tra Abruzzo e Lazio, si è impegnato, insieme al Ministero dell’Economia e Finanze, affinché si arrivi entro luglio alla definizione del Pef (Piano economico finanziario, ndr), in accordo con le deliberazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti sulle tariffe, e contestualmente alla predisposizione di un piano finanziario di convalida per l’esecuzione di opere di messa in sicurezza sismica, per un importo pari a circa 700 milioni di euro coperti da contributi pubblici”. Come disposto già nel precedente decreto di fine 2018, firmato dai ministri Danilo Toninelli e Giovanni Tria, “i minori ricavi conseguiti dal concessionario per effetto della sospensione tariffaria risulteranno recuperati attraverso la revisione del Piano finanziario”. Ma la tregua estiva, anche se è “una ottima notizia, non basta- commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi- chiediamo che gli incrementi congelati sulla A24 e A25 siano aboliti del tutto, per evitare che a settembre si ripresenti lo stesso spettro che danneggerebbe in modo evidente i cittadini”. La stessa richiesta avanzata dagli oltre 100 sindaci di Lazio e Abruzzo che, da oltre un anno, sono mobilitati contro il caro pedaggi sulla Roma-L’Aquila-Teramo. Per gli automobilisti, infatti, i costi sono aumentati complessivamente del 227% negli ultimi 15 anni. Poi, nell’ottobre scorso, una prima retromarcia, con la sospensione dell’ultimo rincaro scattato nel 2018 (12,89%), che ha riportato le tariffe a quelle in vigore nel 2017 (pari al +187% in 13 anni). I sindaci chiedono anche la “declassificazione del tratto urbano della A/24 che va dalla barriera di Roma Est all’intersezione con la Tangenziale Est di Roma (Verano), insieme alla richiesta di declassificazione da tratto montano a tratto non montano” di almeno il tratto laziale. Perché da Roma fino al casello di Vicovaro-Mandela, si paga il 43,3% in più di pedaggio rispetto a chi transita sull’A1. Per lo stesso tragitto di 41 km, infatti, chi parte da Guidonia Montecelio (105 metri sul livello del mare) e raggiunge lo svincolo di Ponzano Romano-Monte Soratte (205 metri) sull’A1 paga 3 euro. Mentre chi imbocca il casello di Vicovaro (300 metri) sull’A24 e raggiunge la barriera di Roma Est (20 metri), paga 4 euro e 30 centesimi (fino al settembre scorso erano 4,90). “La data del 31 Agosto è comunque vicina e, per tale motivo, è stato fissato un nuovo incontro da tenersi entro il mese di Luglio per aggiornamenti ed eventuali azioni da intraprendere”, hanno annunciato i sindaci di Lazio ed Abruzzo dopo essere stati ricevuti dal presidente Nazionale Anci, Antonio Decaro, e dai presidenti Anci Abruzzo, Lazio e Marche. Intanto lo svincolo di Bussi sull’A25 sarà il primo ad essere trasformato in anti-sismico. “Per i prossimi mesi e fino al 20 settembre si lavorerà per trasformare un viadotto statico in un viadotto elastico di nuova generazione, in grado di resistere a un terremoto anche di forte entità. I lavori avranno come obiettivo il rinforzo delle pile, l’installazione dei dissipatori sismici e il rafforzamento dei punti di ancoraggio sui costoni ai lati del viadotto le cosiddette “spalle”. Durante i lavori le parti esterne, ormai rovinate dalle infiltrazioni di acqua salata, verranno rimosse. Successivamente saranno praticati fori nelle fondamenta del pilone e saldati nuovi ferri di armatura. La nuova pila sarà interamente ricoperta da una “camicia” in calcestruzzo armato spessa 35 centimetri”.