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Tmb di Rocca Cencia, “struttura a forte stress” E il vicino Impianto Porcarelli aumenta i rifiuti

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Foto Daniele Leone / LaPresse Cronaca Roma 24.07.2014 Il sindaco di Roma Ignazio Marino, l'assessore all'Ambiente, Rifiuti e Agroalimentare, Estella Marino, e il presidente di Ama Daniele Fortini, realizzano un sopralluogo nello stabilimento Ama di Rocca Cencia esuccessivamente monitorano lo stato di raccolta dei rifiuti nelle zone di Ponte di Nona e via di Salone. Via di Rocca Cencia 301. Nella foto, stabilimento Ama di Rocca Cencia

Aumentato di circa 50 tonnellate il conferimento dei rifiuti nell’impianto di Porcarelli a pochi metri dal Tmb di Ama a Rocca Cencia, dove intanto è ripartito a pieno regime (h24) il trattamento (dopo un guasto di 3 giorni), arrivando a un totale di quasi mille tonnellate al giorno, sottoponendo la struttura a forte stress.

IL GUASTO – Il primo giugno scorso I tecnici hanno terminato “gli interventi di manutenzione straordinaria per riparare il guasto al nastro di evacuazione degli scarti che si era rotto e le prove di carico sono risultate più che soddisfacenti, pertanto le operazioni sono ripartite ed attualmente sono regolari- ha annunciato l’Amministratore Unico Massimo Bagatti – Pur nella massimizzazione di utilizzo dell’impianto Tmb pubblico (doverosa e necessaria dati i minori conferimenti per manutenzioni in alcuni impianti privati), proseguiranno i controlli accurati sulle parti meccaniche sensibili, il programma di manutenzioni, le attività di monitoraggio e presidio della struttura. Ama rinnova l’appello a tutte le utenze di Roma – famiglie residenti, esercizi commerciali, pendolari e turisti – a rispettare scrupolosamente le regole per conferire i rifiuti e fare bene la raccolta differenziata”.

“SERVONO IMPIANTI” – La nuova governance dell’Ama, dopo aver a lungo analizzato bilanci e piano industriale dell’azienda, è stata nominata dalla giunta Raggi e ribadisce: «Servono impianti». Così ha detto Massimo Ranieri, geologo scelto da Raggi come tecnico operativo dell’azienda, che lavorerà gomito a gomito con la presidente dell’Ama, l’avvocato esperto in Diritto societario, Luisa Melara, e l’amministratore delegato, il commercialista Paolo Longoni. Ma che tipo di impianti? «Io sono per la differenziata spinta, quindi sono ideologicamente contrario a inceneritori e discariche — spiega Ranieri —. Ma nell’immediato un problema c’è: se Roma ha il 44% di raccolta differenziata, significa che il residuo indifferenziato va trattato e ci servono impianti Tmb e discariche di servizio. Alternativa non c’è». Quindi la situazione — già strutturalmente critica visto che l’unico impianto pubblico disponibile dopo la chiusura del Tmb Salario, quello a Rocca Cencia, lavora sotto pressione e quelli «privati» di Colari hanno ridotto la ricezione per manutenzione — scivola velocemente verso un’emergenza che si vede e si annusa in tutta la città. Ma, con il sistema degli impianti già in sofferenza, serve necessariamente un aiuto «esterno». Col rischio, evidenziato anche dall’Antitrust, che i «privati» facciano cartello per costringere l’Ama a pagare di più il conferimento fuori regione, ancora possibile grazie ad una deroga al principio di prossimità fissato dall’Ue. Però «Roma non è Lanciano né un “comunello” qualsiasi — spiega ancora Ranieri —. Nel Lazio non si realizzano impianti e, del resto, questa è prerogativa della Regione. Ma penso che tutte le altre regioni debbano dare un supporto alla Capitale», dice l’esperto che si occuperà di rinforzare un sistema fragile, mentre gli altri membri del Cda, Melara e Longoni, proveranno a gestire la crisi finanziaria dell’Ama (due bilanci, 2017 e 2018, da approvare «in rosso»: i rumors parlano di un buco da 180 milioni). Solo dopo sarà possibile pensare al futuro: «Se dovessi proprio investire lo farei su impianti di selezione e compostaggio per recupero dell’organico — dice Ranieri —. Magari anche col recupero del biogas, non da bruciare ma da rimettere in rete per chiudere il ciclo con mezzi alimentati a metano».