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Tivoli è pro-Proietti: 2 elettori su 3 hanno scelto il “bis” del sindaco

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Tivoli è pro-Proietti: quasi due terzi degli elettori (il 65,32%) del ballottaggio (Votanti: 19.762, pari al 44,87% degli aventi diritto) hanno scelto il sindaco uscente. Rientrante ora in un Palazzo San Bernardino grazie ad una differenza netta di 21 punti percentuali, uno in più del già cospicuo vantaggio incassato nel primo turno ai danni del leghista Vincenzo Tropiano (34,68%): “Abbiamo posto la prima pietra per creare un’alternativa di governo in questa città. È stato un onore condividere questa battaglia insieme- ha commentato il 51enne procuratore sportivo- Desidero esprimere i miei migliori auguri al neo sindaco Proietti per il governo della città. Saremo da domani a lavoro in opposizione per dare continuità al nostro progetto politico”. E il 73enne ex segretario generale del Ministero dei Beni culturali ha brindato al bis, ringraziando gli elettori tiburtini che “ci hanno dato la possibilità di continuare a fare quello che avevamo intenzione di fare e meglio di quanto fatto nei 5 anni passati. Ci anima una voglia comune di metterci al servizio di Tivoli. Evidentemente- ha concluso Proietti- la gente non si è lasciata lusingare dalle promesse, ma ha guardato alla realtà. Noi abbiamo dovuto fare anche scelte coraggiose e ora continueremo insieme”. La notte degli scrutini elettorali tiburtini è terminata solo alle 2, in piazza Garibaldi, con i sostenitori delle 12 liste del neo-sindaco a far festa. Anche se i voti, al di là delle percentuali, sono calati per entrambi i candidati del ballottaggio rispetto al primo turno: 509 schede in meno per Proietti e 648 in meno per Tropiano. Al quale non è bastato il sostegno del suo “capitano” Matteo Salvini, che è tornato a supportarlo due volte in 3 settimane in piazza Garibaldi. “Non sprechiamo l’opportunità di rilanciare Tivoli, di lavorare per un’amministrazione efficiente e trasparente, di restituire sicurezza ai cittadini e decoro urbano al territorio, di far ripartire le piccole e medie imprese, di garantire nuova occupazione e di valorizzare i siti archeologici che il mondo ci invidia”, aveva urlato dal palco il vicepremier, prima di scriverlo anche in una lettera aperta inviata ai tiburtini.