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Tivoli, congresso dei medici italiani: il Lazio ne ha perduti il 20% in 7 anni

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L’8 giugno si è svolto a Tivoli il congresso nazionale straordinario del Sindacato Medici Italiani. Tra i camici bianchi ormai è boom di espatri dei neolaureati, soprattutto dal Lazio, che però è anche la Regione con la più alta emorragia di camici bianchi (ha perduto un quinto degli organici in 7 anni: -20%) e con più richieste di ingaggio verso i medici stranieri. Lo stato di salute della sanità laziale è da “influenzato”, al 12esimo posto della classifica nazionale stilata dall’Indice di Performance Sanitaria 2019, realizzato annualmente dall’Istituto Demoskopika. E, secondo il Rapporto Crea dell’Università Tor Vergata, i tempi medi di attesa per effettuare una visita medica non urgente attraverso il Sistema Sanitario Nazionale sono nettamente maggiori rispetto a quelli dell’offerta privata: 60 giorni nel pubblico (due mesi) a fronte di 9 nell’intramoenia, 7 nel privato e 39 per il privato convenzionato. La regione che eccelle è l’Emilia Romagna con una media di 30 giorni di attesa, a seguire Liguria e Campania, poi il Veneto, la Sicilia, la Lombardia, penultimo il Lazio e, per ultima, le Marche con una media di 110 giorni di attesa per una visita nella sanità pubblica. La differenza media delle attese tra Lazio ed Emilia Romagna arriva a sfiorare i 5 mesi per le Colonscopie (175,7 giorni di media nel Lazio contro i 33,4 emiliani) ma c’è un abisso anche per Gastroscopie (158,4 – 44,9), Ecografia tiroide (123,7 – 26,2), Ecodoppler (123 – 32,9), Ecocardiografia (117,9 – 36), Elettromiografia (116 – 33,9), visite oculistiche (86,2 – 18,2) ed ortopediche (84,3 – 19,5) e coronografie (80 – 23,3).