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Pronto Soccorso: “Tor Vergata e Pertini tra i più sovraffollati, basta attese di giorni per un posto letto”

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I Pronto Soccorso del Policlinico Tor Vergata e dell’ospedale Pertini continuano a figurare tra i più sovraffollati, con i pazienti “parcheggiati” per giorni in attesa dei posti letto. A denunciarlo è il sindacato infermieristico Nursind, che il 10 giugno ha stilato un report sulle strutture d’emergenza più congestionate di Roma: “il Sant’Andrea 103 presenze di cui il 40% in attesa di posto letto, Policlinico Umberto I 138 di cui il 39% in attesa di letto, Policlinico Tor Vergata 120 di cui il 35% in attesa di posto letto, Pertini 96 di cui il 30% in attesa di posto letto, il Gemelli 108 di cui il 17%, Questa è una situazione conosciuta da anni e non ci sono pandemie o cataclismi biblici che possano giustificare questi numeri”, ha denunciato il segretario provinciale del Nursind, Stefano Barone, che indica “il San Camillo ancora una volta come la maglia nera della sanità romana”. Dove “i lavoratori sono stati costretti ad aprire una “astanteria” lungo i corridoi del pronto soccorso a causa della chiusura datata 7 maggio di una sala per codici verdi con lavori ancora mai iniziati. Mancano i posti letto, manca personale e laddove manca personale non ci può essere un servizio sanitario degno di questo nome. Basta con attese di ore e giorni per un posto letto e basta con infermieri sottoposti a compiti non propri e a turni massacranti. Se c’è stato un minimo di organizzazione per migliorare l’accoglienza del pronto soccorso di sicuro questa non è stata ad oggi sufficiente a risolvere gli enormi problemi che ci troviamo davanti tutti i giorni. Dall’istituzione della discharge room e delle Holding più o meno ad oggi attivate per ridurre numericamente la sosta nel pronto soccorso ci troviamo sempre di fronte ad una progettazione che non riesce comunque ad accogliere l’utenza proveniente dal territorio. Dal punto di vista aziendale pensare che a tutt’oggi non sia stato presentato nessun piano estivo per una gestione minimalista dei posti letto ci preoccupa seriamente, abbiamo un “Peimaf” ben pubblicizzato con tanto di simulazioni ma di fatto non conosciamo ancora la gestione “reale” del sovraffollamento nel nostro pronto soccorso come se 109 pazienti di cui il 45% in sosta sia un numero normale e non invece, come sembrerebbe, eccezionale”.

IL POLICLINICO – Ma, secondo la direzione del Ptv, “continuano a migliorare gli esiti di cura degli interventi sanitari effettuati dal Policlinico Tor Vergata nel 2018 in particolare per quanto riguarda le aree di chirurgia generale e oncologica, osteomuscolare, neurologica, cardio-circolatoria e respiratoria, con incremento della percentuale di attività ad alta qualità. Questo è quanto emerge dai dati contenuti nel P.Re.Val.E (Programma Regionale Valutazione Esiti degli Interventi Sanitari) 2019 presentati dall’assessore alla Sanità Alessio D’Amato insieme con il direttore del dipartimento di Epidemiologia del Lazio Marina Davoli e al direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio-Sanitaria Renato Botti. “Il riconoscimento da parte della Regione del miglioramento registrato dai nostri outcome clinici è un risultato importante – commenta in una nota Tiziana Frittelli, direttrice generale del Policlinico Tor Vergata – considerato anche il grande impegno profuso in questi anni per il miglioramento dei percorsi clinici ed organizzativi al fine di ampliare l’offerta di prestazioni e l’efficacia delle terapie dedicando allo stesso tempo un’attenzione particolare all’ottimizzazione della spesa, al fine di contenere il disavanzo finanziario”. Negli ultimi cinque anni il Policlinico Tor Vergata spiega di avere, infatti, fatto registrare una diminuzione del disavanzo pari al -66%, passando da oltre 73 milioni di Euro a 24 milioni e 900mila euro. “Questo a fronte di un continuo aumento del valore della produzione che secondo quanto riportato sul bilancio approvato dalla Regione Lazio non più di un mese fa, è passato da 224 milioni e 900mila Euro a 251 milioni e 900mila euro. Il tutto – conclude il Policlinico – continuando a investire sul personale e sulle attrezzature, grazie a investimenti continui nella reingegnerizzazione dei processi organizzativi, all’acquisto di nuove attrezzature per circa 8 milioni di euro e alla manutenzione dei macchinari già in uso per oltre 6 milioni di euro su base annua”.