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L’Asl cancella l’acquisto della Tac a Subiaco ed è ancora allo “studio” per la Risonanza di Tivoli

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Nel marzo 2018 Regione ed Asl Roma 5 annunciarono “il rinnovamento tecnologico con l’acquisto di nuove Tac e la prima Risonanza magnetica” per l’ospedale di Tivoli. Ma, 15 mesi dopo, sono ancora allo “studio di fattibilità economica”. Nel quale l’azienda indica le “tecnologie obsolete delle Tac”, ma solo dell’ospedale di Palestrina, vecchie di 13 anni “in uscita dalla produzione con conseguenti e sempre più probabili ed inevitabili problemi legati ad eventuali guasti importanti e all’assenza di ricambi. La vetustà tecnologica poi comporta chiaramente inferiori livelli prestazionali e diagnostici e maggiori dosi di radiazione erogate al paziente”, ammette l’Asl. Che nel documento chiede alla Regione una “soluzione della situazione critica del presidio ospedaliero di Palestrina, sede di un Pronto Soccorso, caratterizzata dalla presenza di una Tac molto vecchia con solo 4 slices, con evidenti problemi diagnostici e di dose erogata al paziente!”. Mentre non fa alcun cenno l’azienda sanitaria alla simile situazione di Subiaco, dove c’è una Tac vecchia di 11 anni (2 in meno di Palestrina), con 6 slice (2 in più di Palestrina: quelle di Tivoli e Colleferro hanno 40 slice, a Monterotondo 16). Nonostante l’annuncio fatto dallo stesso commissario straordinario dell’Asl, Giuseppe Quintavalle, che il primo febbraio scorso davanti al sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi, assicurò “il prossimo acquisto della Tac a Subiaco”. Escluso, invece, dallo “studio di fattibilità economica” che ora l’Asl ha inviato alla Regione. Alla quale, riguardo alla risonanza magnetica, l’Asl ricorda che “non essendo presente tale tecnologia all’interno dell’azienda si rileva un’inevitabile carenza in termini prestazionali che costringe la popolazione ad utilizzare le strutture sanitarie private: nel 2018 una spesa pari a 4.818.483 euro. A tali costi vanno ad aggiungersi quelli relativi ai trasporti, che chiaramente pesano negativamente su un valore già di per sé molto elevato. Considerando una tariffa media da nomenclatore, per le prestazioni di risonanza magnetica pari a circa 160 euro, stiamo parlando di un totale di circa 28 mila prestazioni esternalizzate e distribuite sul territorio”. Dove “le unità di risonanza magnetica installate presso i centri accreditati sono pari a 10”.