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L’arringa degli avvocati al Ministero: “Organico inadeguato, il Tribunale di Tivoli è al collasso”

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“La situazione non è sostenibile e, ferma restando l’attuale pianta organica, diverrà ancor più problematica e avvicinerebbe il Tribunale di Tivoli al collasso”. L’arringa sulla carente situazione del foro tiburtino è dell’Ordine degli avvocati e della Camera Penale di Tivoli. I rispettivi presidenti, David Bacecci e Carmelo Tripodi, l’hanno inviata al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e al presidente della Corte di Appello di Roma, Luciano Panzani. Un appello votato come ordine del giorno anche dai 75 Comuni del circondario giudiziario del foro tiburtino. “Il problema della carenza della pianta organica del Tribunale di Tivoli sconta il peccato originale della gravissima sottovalutazione dell’importanza del nuovo Ufficio Giudiziario, fin dal momento della sua istituzione”, ricordano Bacecci e Tripodi. “Se, da un lato, il Tribunale di Roma è stato effettivamente decongestionato, con una riduzione del carico di lavoro di circa il 25/30% grazie all’istituzione del Tribunale di Tivoli, dall’altro, il neo istituito Tribunale di Tivoli non è stato dotato di una pianta organica proporzionata al bacino di utenza. Infatti il Tribunale di Roma ha mantenuto una pianta organica immutata, rispetto alla riduzione del carico di lavoro conseguente all’istituzione del Tribunale di Tivoli, mentre al Tribunale di Tivoli è stata riconosciuta una pianta organica pari a meno del 50% rispetto a quella di Roma, in proporzione al bacino di utenza e al carico di lavoro”. Perché, aggiungono i presidenti di Ordine e Camera Penale, “il Tribunale di Tivoli, secondo gli attuali parametri, va sicuramente inserito nella fascia media dei Tribunali italiani avendo un bacino di utenza di circa 600.000 cittadini da amministrare, 75 comuni, e un carico di lavoro notevolissimo caratterizzato da una varietà del contenzioso (dal societario, commerciale, al contenzioso tipico della provincia) mentre la pianta organica è quella di un Tribunale piccolo. Altrettanto rilevante è il carico di lavoro nel settore penale caratterizzato da una criminalità analoga a quella romana tanto che, prossimamente, presso il Tribunale di Tivoli sarà celebrato un processo per associazione a delinquere, finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con trentacinque imputati detenuti che porterà, praticamente, alla paralisi del settore penale. In questo contesto è assolutamente evidente la gravissima carenza della pianta organica del Tribunale di Tivoli, che secondo i dati oggettivi, risultanti dalle schede tecniche e dalle statistiche in possesso del Ministero, la pone, in via percentuale, tra quelle che vanno ampliate in misura maggiore rispetto al panorama nazionale, così come la pianta organica della Procura della Repubblica. In forza degli evidenziati parametri di riferimento la pianta organica del Tribunale e della Procura di Tivoli, per rendere l’Ufficio Giudiziario efficiente ed al pari dei Tribunali virtuosi, dovrebbe essere perlomeno raddoppiata”. Prova ne è l’attuale situazione che, “nonostante gli sforzi organizzativi, è veramente problematica, con tempo di definizione delle cause civili molto lunghi e per i processi penali si è resa necessaria l’adozione di un criterio di priorità per accompagnare i processi vicini alla prescrizione alla loro naturale definizione”. Altra emergenza è la situazione dell’Ufficio del Giudice di Pace (Tivoli e Subiaco), “dove la maggior parte dei processi penali dura circa sei o sette anni prima della definizione, con rinvii di oltre un anno e il settore civile è altrettanto in difficoltà”. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Tivoli e la Camera Penale di Tivoli, “prima di indire uno stato di agitazione” chiedono al Ministero di “adottare immediatamente i provvedimenti di urgenza per consentire la celebrazione del processo con trentacinque imputati detenuti senza portare alla paralisi del settore penale e, conseguentemente, l’applicazione immediata di almeno due nuovi magistrati fino alla definizione del giudizio”. E, inoltre, “si chiede l’aumento della pianta organica sia dei Magistrati che del personale amministrativo nella misura almeno del 50% per renderlo alla pari degli altri Tribunali del circondario aventi gli stessi parametri, nonchè l’aumento della pianta organica della Procura della Repubblica per adeguarla all’effettivo carico di lavoro”.