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Cannes premia Tivoli e Subiaco per le location Ma sotto il ponte c’è la staccionata sfondata

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Si è conclusa a maggio la votazione per il concorso “Set of Culture Award”, che ha lo scopo di incrementare la conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale europeo da parte dei cittadini comunitari anche attraverso le location guide delle film commission. Ad aggiudicarsi ben 2 premi sono state le location italiane della Valle dell’Aniene: Villa Adriana a Tivoli nella categoria “Siti archeologici” e il Ponte di San Francesco, a Subiaco, per la categoria “Ponti”. La premiazione è avvenuta all’Italian Pavilion del Festival di Cannes, dove a ritirare il premio è stata la Roma Lazio Film Commission. Ogni film commission poteva candidare fino a 5 location, tra le più rappresentative della natura culturale e storica dell’Unione Europea. La residenza imperiale di Villa Adriana a Tivoli è stata più volte scenografia di opere audiovisive, tra cui la recente serie televisiva dal successo internazionale I Medici e il film di Sydney Sibilia Smetto quando voglio – Masterclass. Subiaco, invece, è presente nel film documentario Portrait of Gina o Viva Italia, girato tra il 1957 e il 1958 da Orson Welles, mentre le valli circostanti di Monte Livata e Camposecco hanno fatto da sfondo a “Lo chiamavano Trinità”. “Roma Lazio Film Commission è sempre stata all’avanguardia per la promozione del territorio, con idee innovative e con partnership internazionali, come la partecipazione a ‘Set of Culture’ – realizzato in collaborazione con IFC, EuFCN e Cineuropa – una nuova opportunità per portare le location del nostro territorio sulla ribalta internazionale”, ha dichiarato Cristina Priarone, direttore generale di Roma Lazio Film Commission. Le vittorie sono state accolte con entusiasmo a Tivoli e Subiaco: “aprirà una serie di importanti opportunità per la città”, commenta il sindaco sublacense, Francesco Pelliccia. Ma, nonostante il premio che indica il ponte medievale come migliore location per i set cinematografici, la “scenografia” attorno all’antico sito è ancora nel degrado, come già denunciato sul numero scorso de “L’Aniene”. Lo spazio verde che costeggia il fiume Aniene, infatti, è ancora abbandonato insieme alle panchine in legno divelte e alla sua staccionata, sfondata, come testimonia la foto. Un pertugio pericoloso verso il fiume, soprattutto per i bambini che frequentano quello che dovrebbe essere un giardino pubblico dedicato alle famiglie.