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Ora il Ministero diffida il Campidoglio: “Urge salvare il Casale della Cervelletta”

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Il Ministero dei Beni culturali ha diffidato il Campidoglio: “Urge salvare il Casale della Cervelletta”. Una lettera della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma ha chiesto, infatti, al Comune di intervenire urgentemente per sanare la «situazione di grave degrado, abbandono e pericolo». Perché tra vecchi progetti introvabili, confusione sulle competenze dei vari dipartimenti, dirigenti capitolini che non rispondono alle convocazioni e che giocano allo scaricabarile, il Casale della Cervelletta, la costruzione con torre medievale che domina l’omonima tenuta nella Riserva naturale Valle dell’Aniene, ogni anno che passa rischia sempre più di cedere. In particolare, sono in condizioni critiche il tetto del casale e quello della torre con merlatura guelfa, alta circa 30 metri, che risale al XII Secolo.

IL RIMPALLO – Nessun ufficio infatti sembra voler occuparsi dell’intervento. Il dipartimento Patrimonio, che dispone attualmente del bene, ricevuta la diffida del Mibac, ha investito della questione la Sovrintendenza capitolina, il Simu e l’ufficio tecnico del Municipio IV. Per il Simu la competenza delle manutenzioni, anche straordinarie, spetta ai municipi, talvolta alla Sovrintendenza, che invece obietta che il casale non le è mai stato affidato. Il dipartimento Ambiente da parte sua ha fatto presente di non essere attrezzato per questo tipo di intervento.

LA STORIA – La tenuta della Cervelletta era un vasto fondo medievale di proprietà ecclesiastica. Nel XVI secolo il fondo venne rilevato dalla famiglia Sforza che lo tenne sino al 1628, quando venne acquistato dal Cardinale Scipione Borghese. Nel 1835 il fondo passò alla famiglia Salviati, che realizzò la bonifica del territorio colpito dalla malaria.