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Olevano sconvolta dal femminicidio di Cave. Boom di maltrattamenti in famiglia nei 75 Comuni: “+92% in 2 anni”

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Olevano Romano sconvolta dall’ennesimo femminicidio, compiuto martedì 7 nella vicina Cave da Antonio Brigida, autotrasportatore e volontario di un’associazione di Protezione civile olevanese. Il 59enne è accusato d’aver ucciso la moglie Carmen Vernica, di 45, con tre colpi di pistola al culmine di una lite nell’appartamento della coppia in via delle Noci, a Cave, sulla via Prenestina. Per il procuratore capo di Tivoli, Francesco Menditto, “sono in corso indagini per accertare ogni dettaglio dell’omicidio, che ben può essere definito femminicidio (trattandosi dell’uccisione di una donna in un contesto familiare), e per verificare se vi fossero stati segnali di qualunque natura – nel contesto locale e ambientale di una cittadina di circa 10 mila abitanti – che se comunicati ai carabinieri o all’autorità giudiziaria avrebbero potuto impedire l’omicidio che non può essere ricondotto a una mera e isolata lite familiare”. Nei 75 Comuni del circondario giudiziario del Tribunale di Tivoli è ormai boom di notizie di reato relative alle violenze di genere: “per maltrattamenti in famiglia dal 2016 al 2018 aumenti del 92% e per atti persecutori del 28%”, quantifica il procuratore Menditto. Il quale ha impartito una nuova direttiva, la 2/2019, che sarà in vigore dal 15 maggio per l’adozione di “protocolli investigativi e buone prassi per la polizia giudiziaria in materia di reati di violenza di genere”.

META’ PROCURA DEDICATA – L’incremento e la natura dei reati, “col rischio per l’incolumità della persona offesa, hanno imposto di assegnare al I Gruppo di lavoro che si occupa di reati sessuali, di violenza di genere e ai danni di minori, 4 magistrati su 8”: praticamente metà Procura di Tivoli. “La direttiva, che riassume le buone prassi e protocolli investigativi che deve seguire la polizia giudiziaria del circondario, si inserisce nell’azione complessiva della procura di Tivoli. I documenti sono stati adottati in una prospettiva di azione integrata per assicurare l’effettivo svolgimento dei compiti attribuiti alla procura della Repubblica, dalla ricezione della notizia di reato (e ancora prima per farle emergere) alla cessazione dell’esecuzione della pena. L’esperienza maturata dimostra che un efficace e tempestivo contrasto alla violenza di genere, di dimensioni allarmanti, sia per il numero delle vittime, sia per l’elevatissima percentuale di casi non denunciati, è possibile solo attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei soggetti che, in qualsiasi forma, partecipano all’attività preventive e repressiva. Questa sinergia è necessaria per assicurare piena tutela alle vittime, sempre che vi sia stato un percorso per comprendere le cause di questa violenza che spesso trova origini lontane e profonde in atteggiamenti di tipo culturale. In questo contesto emerge l’importanza del ruolo della polizia giudiziaria già in sede di raccolta della denuncia/querela o di semplice segnalazione. Sono già programmati specifici corsi di formazione”. Alla polizia giudiziaria, che “incontra spesso difficoltà operativa nell’esecuzione puntuale delle direttive per plurime ragioni- conclude il procuratore- a partire dalla insufficienza delle risorse”, è raccomandato di “evitare qualsiasi tentativo di riappacificazione tra la vittima e l’aggressore”. Perché “è segnalata dalla vittima una violenza e non una lite familiare”.

I NUMERI – Il recapito del Centro Antiviolenza di Tivoli (l’unico attualmente indicato dagli operatori del numero nazionale antiviolenza e stalking 1522) è il 342.0141671 operativo 24 ore. C’è poi il numero 0774451803 dello Spazio Ascolto e Accoglienza Vittime Procura di Tivoli (nella foto in basso: operativo dalle 10 alle 14 martedì e venerdì, dalle 14 alle 18 mercoledì). “E’ stato avviato un progetto con la Asl Roma 5 e Differenza Donna per rendere più efficace il Codice Rosa presso l’Ospedale di Tivoli e per realizzarlo anche negli altri quattro ospedali del circondario”. Anche perché “la percentuale di donne che denuncia questi reati è stimata in meno de l 10%”, com’è emerso dal convegno, organizzato dalla Procura e dalla Asl Roma 5 presso il Convitto nazionale “Amedeo di Savoia Duca d’Aosta” di Tivoli il 15 aprile scorso dal titolo “Vittime di reato mai più sole”. A Guidonia si sono contate 7 schede aperte in un solo mese di attività per il nuovo Centro antiviolenza di via Carlo Todini 87 a Setteville (Telefono 0774.390016 – Reperibilità h24: 349.079 8572) inaugurato il 9 aprile scorso: tutte relative a donne italiane, con figli e vittime di maltrattamenti tra le mura domestiche. Ecco perché i reati di maltrattamenti in famiglia, nell’area di competenza del tribunale tiburtino, sono raddoppiati (245 nel 2016, 473 a fine 2018).