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Valle dell’Aniene, il reddito nella piaga: dichiarazioni Irpef in calo per 30 Comuni

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Gli ultimi saranno ultimi: la Valle dell’Aniene si conferma anche quest’anno il fanalino di coda della provincia romana. Il comprensorio più povero dell’hinterland capitolino aumenta il gap col resto dell’area metropolitana: ben 30 dei 40 Comuni, infatti, hanno finito di diminuire il già basso reddito imponibile pro-capite rispetto allo scorso anno (tabella in basso). È quanto emerge dai dati sulle dichiarazioni dei redditi 2018 (anno d’imposta 2017) pubblicati dal dipartimento delle Finanze del Mef. Solo 10 i centri che hanno aumentato la media delle dichiarazioni presentate lo scorso anno: Arsoli, Roiate, Arcinazzo, Cervara, Cerreto, Olevano, Affile, Bellegra, Vivaro e Saracinesco. E proprio quest’ultimo borgo, il più piccolo della provincia romana, è quello che ha fatto il balzo più grosso, con quasi 3 mila euro in più pro-capite (ma i contribuenti sono solo 86). Mentre i dati diffusi da Ministero dell’Economia e delle Finanze sui redditi del 2017 evidenziano che in Italia il reddito imponibile pro capite (al netto delle eventuali detrazioni) è di circa 19.500 €, sostanzialmente identico a quello rilevato nel 2016 (-0,06%). Eppure la nostra figura sul podio delle tre Regioni “più ricche” (Lombardia, Emilia Romagna e Lazio, con 21 mila e 212 euro) mentre le maglie nere del fondo della classifica sono andate a Basilicata, Molise e Calabria. Ma il Lazio è anche la regione più tassata d’Italia. A pesare sul conto fiscale è l’addizionale regionale Irpef: il salasso aggiuntivo che taglia i salari dei dipendenti è in media di 610 euro. Oltre due volte e mezzo quello che paga un lavoratore lucano che alla sua regione versa in media 270 euro. La situazione non cambia per l’addizionale comunale Irpef, quella che aumenta il carico fiscale nel comune di residenza che ammonta complessivamente a 4,8 miliardi di euro, in aumento dello 0,8 per cento rispetto al 2016, con un importo medio pari a 190 euro, che varia dal valore massimo di 250 euro nel Lazio. E, a proposito di Comuni, il più ricco d’Italia è Basiglio (Milano), con 47.808 euro, seguito Cusago (MI) e da Lajatico (in provincia di Pisa, residenza del tenore Andrea Bocelli). Roma (24.830 euro) figura invece al nono posto tra i capoluoghi di provincia più ricchi, con in testa Milano (31.279). L’analisi dei redditi italiani conferma anche per il 2017 che la maggior parte della ricchezza è concentrata nelle mani di pochi: il 43% degli italiani guadagna meno di 15mila euro lordi annui, mentre solo il 4% guadagna più di 60mila euro annui. Piccole differenze si registrano nelle fasce intermedie, dove i contribuenti che guadagnano tra 15-29mila euro passano dal 37% al 36%, mentre quelli che si collocano tra i 30 e i 60 mila euro passano dal 16% al 17%. Vallepietra si conferma il Comune più povero della provincia romana con i suoi 11.039 euro di reddito pro-capite (meno di un quarto rispetto a Basiglio).

IRPEF2018

13 MILIONI SENZA IRPEF – La no-tax area (8.100 euro) azzera però l’imposta lorda dovuta per 10,5 milioni di contribuenti. A questi si aggiungono 2,4 milioni per i quali il conto dell’Irpef dovuta è stato neutralizzato dall’impatto del bonus 80 euro. L’imposta netta è pari a 5.140 euro ed è dichiarata da 30,7 milioni di contribuenti, ossia il 75% del totale.

REDDITI DI CITTADINANZA – Con la fine del mese di marzo si è chiusa la prima fase della raccolta delle domande relative al reddito di cittadinanza. L’Inps ha iniziato il vaglio delle richieste depositate o prenotate ai Caf: sono arrivate oltre 600mila domande nei Caf, 223mila alle Poste Spa e 30521 online. Nel Lazio sono state presentate 23.832 domande.