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Torre Maura, dopo Simone parla il papà: “No alla lotta tra emarginati e poveri”

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“Mio figlio, un bambino tedoforo che ci lascia una fiamma per illuminare la via”. Dopo giorni di silenzio, torna a parlare Walter, il papà di Simone “er pischello di Torre Maura”, il 15enne divenuto famoso in tutta Italia – e non solo – per aver tenuto testa agli esponenti di Casapound che guidavano la protesta contro l’arrivo di 77 rom nel centro d’accoglienza di Via Codirossoni. L’ex dipendente di Almaviva – fra i 1.600 che hanno perso il lavoro nel 2016 – in un’accorata lettera alle redazioni dei giornali, difende l’adolescenza del figlio e racconta come il malcontento per gli enormi disservizi nella periferia di una metropoli e i sentimenti di accoglienza verso gli “ultimi” possano convivere. “Credo sia un errore la lotta tra emarginati e poveri, e che invece sia una priorità la lotta per la casa, per il lavoro e per il diritto a una vita dignitosa”. Anche tra le Torri del Municipio VI, nel montante disagio abitativo di un quadrante Est dove si concentrano 17 centri che accolgono 600 immigrati, il campo nomadi di via di Salone tra i più problematici d’Europa (oltre 600 ospiti), una ventina di discariche a cielo aperto e almeno 13 accampamenti abusivi. Dopo il caso delle proteste a Torre Maura, la politica romana monitora la situazione anche a Torre Angela, Torre Gaia, Tor Vergata, Tor Bella Monaca e alla borgata Finocchio.

IL CASO TORRE MAURA – I Pm della Procura stanno valutando la contestazione del reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi razziali, ex articolo 604 bis Cod. Penale. Per il momento l’apertura del fascicolo è contro ignoti dopo che i residenti nel quartiere sono scesi in strada per evitare che settantasette nomadi di etnia Rom, provenienti dal campo di via Toraldo, a Torre Angela, venissero sistemati presso il già centro di accoglienza di via Codirossoni a Torre Maura inscenando una vibrata ed animosa protesta. Ad un certo punto sono stati supportati da militanti di estrema destra della formazione CasaPound e di Forza Nuova. Il procuratore aggiunto Francesco Caporale e il pm Eugenio Albamonte, sono incaricati di svolgere gli accertamenti del caso. Finora i reati ipotizzati, e per i quali il fascicolo è aperto, sono di danneggiamento e minacce aggravate dall’odio razziale a carico di ignoti a cui la prossima settimana gli inquirenti decideranno se aggiungere anche ‘propaganda e istigazione a delinquere per motivi razziali’. Secondo la ricostruzione della Digos, la quale sta lavorando per identificare i responsabili degli eventuali reati, i militanti dei movimenti di destra potrebbero aver contribuito, con la loro presenza, a provocare e fomentare i residenti di Torre Maura contro il trasferimento delle famiglie di nomadi di etnia Rom. Intanto, “abbiamo completato il trasferimento delle persone presenti nella struttura di via dei Codirossoni a Torre Maura. Le operazioni sono state realizzate grazie al lavoro dei nostri operatori sociali. Abbiamo garantito l’incolumità dei 33 bambini che erano stati inizialmente accolti”, ha spiegato la sindaca Virginia Raggi.