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Tor Vergata, inaugurata al Policlinico una nuova super-Tac: la “Revolution”

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Il primo aprile è stata inaugurata la nuova Tac Revolution al Policlinico Tor Vergata a Roma. Si tratta del sistema di tomografia computerizzata più evoluto disponibile sul mercato. La macchina è la prima installata in Italia dotata di “Spectral Imaging”, una tecnica che consente la caratterizzazione dei tessuti corporei normali e patologici con significativi vantaggi clinici sia nelle patologie oncologiche che in quelle cerebrovascolari. La Tac sarà inoltre dotata di un nuovo iniettore a pompa peristaltica in grado di minimizzare i rischi da rottura del vaso durante l’iniezione del mezzo di contrasto. Il mezzo di contrasto sarà scaldato fino ad arrivare a temperatura corporea durante l’iniezione per ridurre il disagio per il paziente che si sottopone a questi esami impegnativi dal punto di vista psicologico. Sempre a questo scopo particolare è stata inoltre posta nella sala una decorazione con una gigantografia del Parco degli Acquedotti, per ricreare uno scenario suggestivo rendendo l’ambiente più confortevole e in grado di ridurre l’ansia del paziente con una sedazione naturale. Un dettaglio importante considerati i numeri dello screening radiologico del Policlinico Tor Vergata dove nel 2018 sono stati studiati con la TC 30.118 pazienti, per un totale di 43.211 prestazioni, e con la RM 9.771 pazienti, per un totale di 11.371 prestazioni.

L’INCHIESTA – Al policlinico è diventato un caso giudiziario un intervento di resezione gastrica per dimagrire che, dopo pochi giorni, ha visto il degente morire. La procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo sul decesso di un sessantacinquenne romano che era stato sottoposto il 18 marzo all’intervento di gastrectomia. L’uomo era stato ricoverato una settimana dopo la pre-ospedalizzazione effettuata il 10 marzo. Durante l’intervento del 18 marzo però sarebbero apparse delle complicanze, secondo la denuncia dei familiari. Il giorno successivo è stato effettuato un secondo intervento ritenuto riparatore, probabilmente per contenere una emorragia. Il paziente, che al momento dell’ingresso pesava 150 chili e desiderava rimettersi in forma soprattutto per salvaguardare la salute, è invece finito in terapia intensiva, da dove non si è più ripreso. Ieri il pm Giorgio Orano ha nominato un medico legale de La Sapienza, Edoardo Bottoni, per chiarire le cause del decesso. Per ora non sono state effettuate iscrizioni nel registro degli indagati. Il fasicolo in procura è stato aperto dopo la denuncia presentata dai familiari, poche ore dopo il decesso. «Non vogliamo incolpare nessuno», ha dichiarato l’avvocato Angelo Pisarro (del foro di Castrovillari) che assiste la famiglia, «ma solo capire quale siano le cause della morte».