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Subiaco, l’arresto del presidente della “Virtus” rischia d’aggravare la crisi di “Colonne d’Ercole”

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L’arresto del presidente della Virtus Italia Onlus, Enrico Sanchi, rischia di finire d’aggravare i problemi delle due comunità d’accoglienza “Le Colonne d’Ercole” a Subiaco, dove nel dicembre scorso i 14 dipendenti erano già in arretrato per l’incasso di ben 4 mensilità (dopo il licenziamento dei 7 operatori nel Centro d’accoglienza di Genazzano, chiuso nell’ottobre scorso).

LE ACCUSE – Avrebbero lasciato scappare i minori stranieri dal centro di accoglienza romano, anche di notte, “secondo forme e modalità ben organizzate e pianificate”. Ragazzini e bambini, anche di meno di 10 anni anni, e che così erano esposti a qualunque rischio. È questa l’accusa contestata dalla procura di Roma a 22 persone, fra le quali il presidente dell’associazione “Virtus Italia Onlus – Consorzio di solidarietà sociale” e il responsabile del centro di Primissima Accoglienza per minori non accompagnati di via Maria Annibale di Francia a Roma. La onlus, secondo l’accusa, denunciava l’allontanamento volontario e incassava illecitamente gli 84 euro di quota fissa (33 euro di quota variabile) per ciascun “ospite”. Il Campidoglio aveva aggiudicato alla Associazione “Virtus Italia Onlus – Consorzio di solidarietà sociale” un appalto triennale da 2,68 milioni di euro, perché questa accogliesse i minorenni e provvedesse alla loro identificazione e alle prime cure, prima di smistarli in case famiglie. In questo contesto, scrive il Gip, “il Centro si obbliga a garantire una continua disponibilità di posti, assicurando che tutti gli interventi siano realizzati in 96 ore, al termine delle quali il minore deve essere indirizzato verso una sistemazione caratterizzata da maggiore stabilità”. Per questo motivo “il servizio residenziale deve avere durata molto breve, essendo volto a garantire l’identificazione, l’accertamento della sua situazione personale e familiare e il soddisfacimento dei bisogni primari del minore stesso”.

SUBIACO SENZA FONDI – “Il blocco totale dei pagamenti da parte della giunta capitolina per le case famiglia, i centri per minori e altre realtà simili sta mettendo in ginocchio noi e molte associazioni del territorio”, denunciò nel dicembre scorso al settimanale “Famiglia Cristiana” Matteo Mennini, presidente di “Bambinipiùdiritti onlus”, che rappresenta la rete di associazioni con capofila Virtus italia onlus (e come partner su Subiaco la cooperativa Ceas). “Purtroppo”, spiegò ancora Mennini, “il Comune di Roma non ha pagato le rette pro capite al giorno dal 31 dicembre dello scorso anno. Non siamo quindi stati più in grado di sopportare le spese ordinarie quotidiane e abbiamo dovuto chiudere” a Genazzano. “La stessa cosa sta per capitare a Subiaco dove abbiamo venti minori suddivisi nelle due strutture. Il credito che abbiamo accumulato al 31 ottobre sono superiori agli 885 mila euro”. Le due comunità di accoglienza di Subiaco sono però ancora in attività, ubicate all’interno dell’ex Convitto San Benedetto. La struttura settecentesca di Piazza Sant’Andrea è di proprietà della diocesi di Tivoli e ospita venti minori soli, di età compresa tra i 12 ed i 18 anni. Da 3 anni ha avviato anche il progetto di Agricoltura Sociale “Restart” che, “attraverso la riqualificazione di terreni agricoli nella Valle dell’Aniene, punta all’inserimento lavorativo di giovani in condizioni di disagio”. Non solo: “Bambini+Diritti” nel 2015 ha rilevato la gestione anche di “Parco degli Aceri” una fattoria didattica nel cuore del Parco dei Monti Simbruini. “La struttura offre a famiglie e scuole percorsi didattici e di sensibilizzazione incentrati sul rispetto della natura, sulla riscoperta della cultura e delle tradizioni del mondo contadino, sulla valorizzazione dei mestieri agricoli ed artigianali”.