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Rocche, scontro a Tivoli per la gestione della “Pia” Per quella dei Borgia Subiaco cerca fondi per il tetto

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Le Rocche, monumenti simbolo di Tivoli e Subiaco, al centro delle polemiche dei due Comuni della Valle dell’Aniene. A Tivoli è partita una petizione online contro il progetto del Comune, che punta ad affidare la Rocca Pia alla gestione del Fondo per l’Ambiente italiano, il Fai. “I sottoindicati Cittadini dicono NO alla gestione privata della ROCCA PIA. Intendono proporre al Comune di Tivoli un confronto basato sulla Gestione Pubblica del bene”. Ma il sindaco uscente, Giuseppe Proietti, chiede di attenersi alla “la verità oggettiva dei fatti, tanto più quando si parla di un tema delicato come la Rocca Pia. Dallo scorso febbraio si è avviato un dialogo e un confronto con il FAI per la valorizzazione della Rocca. E’ utile sottolineare che il Fondo già gestisce per conto del Comune la Villa Gregoriana che, ricordo, fino a pochi anni fa si presentava come una immane discarica con danni irreversibili al suo preziosissimo patrimonio botanico. Proprio la villa, nel 2018, ha registrato più di 70 mila visitatori e solo nello scorso weekend, durante le giornate del FAI, 5982. La decisione di valutare l’affidamento della sola gestione della Rocca al FAI, che ha suscitato così tanti malumori, non incide quindi sulla proprietà del bene che rimane alla parte pubblica e cioè ai tiburtini”. Ma il candidato del centrosinistra, Giovanni Mantovani, la pensa diversamente: “Si sapeva fin dal 2014 che il bene sarebbe stato ceduto dal Demanio al Comune di Tivoli ed evidentemente c’era tutto il tempo per avviare un percorso progettuale, attraverso un concorso di idee pubblico, per arrivare a una proposta che avrebbe portato alla migliore soluzione per la comunità. Per questo, se fossi stato io il sindaco di questa Città, avrei fatto un concorso di idee per selezionare il migliore piano di valorizzazione e di gestione e poi avrei affidato il bene attraverso un bando pubblico del Comune o direttamente alla Fondazione per la cultura di Tivoli”. Anche Vincenzo Tropiano, candidato a sindaco della Lega, obietta: “Perché affidare questo meraviglioso luogo al Fai, che già ne gestisce uno, anziché farlo manutenere all’amministrazione?”.

SUBIACO – Alla Rocca dei Borgia è finito di aprirsi lo squarcio sul tetto che copre l’antico alloggio del custode e, anche se l’abitazione è attigua al resto dell’antico maniero, preoccupa. La copertura della parte visitabile, dove ci sono gli appartamenti nobili, il museo Macs e la cappella non ha subito danni rilevanti. Ma è lo stesso Comune, che dal 2015 gestisce il monumento grazie ad un contratto di comodato d’uso stipulato con l’abbazia territoriale e l’istituto interdiocesano, a chiedere alla Regione fondi. Anche perché il conto corrente, aperto dal Comune nel 2016 (” SalviamolaroccadiSubiaco”) non ha ricevuto finanziamenti dai privati. E sono gli stessi turisti ad essere preoccupati dello stato dell’antico maniero, come Ruggero, che sul portale Tripadvisor ha scritto: “Monumento di grande importanza storica purtroppo bisognevole di urgenti restauri”. L’ultimo grande restauro è avvenuto con il Giubileo del 2000, un miliardo di vecchie lire proprio per il tetto. Nel frattempo l’attiguo ex alloggio delle suore trinitarie, con ben due entrate, una esterna al perimetro della Rocca e un’altra accessibile dall’interno, verranno distaccati alcuni servizi e diventerà il centro visita del Parco dei Monti Simbruini: l’ente si è reso disponibile a curarne la manutenzione ordinaria e straordinaria.