Home Valle dell'Aniene Mausoleo Graziani, condanna anche in appello per il sindaco di Affile

Mausoleo Graziani, condanna anche in appello per il sindaco di Affile

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La Corte d’Appello ha confermato la condanna di primo grado nei confronti del sindaco di Affile, Ercole Viri, per apologia del fascismo riguardo la costruzione di un mausoleo dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani. Il primo cittadino era stato condannato in primo grado a otto mesi di reclusione e due suoi assessori, Giampiero Frosoni e Peperoni Lorenzo, rispettivamente, di  8 mesi di reclusione e 120 euro di multa il primo, ed alla pena di mesi 6 di reclusione e 80 euro di multa. A difendere Frosoni e Peperoni in Corte d’Appello si è presentato l’avvocato Ignazio La Russa, ex ministro ed attuale vicepresidente del Senato (Fratelli d’Italia). Ma anche in secondo grado ha retto la linea della giudice Marianna Valvo nella sentenza depositata il 30 gennaio 2018 al Tribunale di Tivoli. Il sindaco e l’assessore erano stati puniti per avere rievocato Graziani “in una ottica di celebrazione del personaggio e di quello che ha rappresentato, nel significato delineato dalla Corte Costituzionale e dalla Cassazione, in termini tali da poter condurre alla riorganizzazione del disciolto partito fascista”. A peggiorare il quadro complessivo, secondo il giudice, il fatto che la decisione di intitolare un mausoleo ad un esponente del fascismo, considerato un criminale di guerra dall’Onu, sia arrivata dalla “Giunta di un comune, organo rappresentativo della collettività locale: questo conferisce maggiore valenza celebrativa all’azione, amplificando il rischio di un apprezzamento condiviso e, in quanto tale, emulativo” del personaggio. Non solo. La collocazione del monumento, in uno spazio pubblico molto frequentato, contribuisce a “rendere concreto e sempre attuale il pericolo che la rievocazione costante di Graziani, celebrato qual rappresentante della ideologia fascista, possa fare riemergere valori antidemocratici propri del regime”. Ne consegue, concluse il giudice del tribunale di Tivoli, che il memoriale rappresenta un concreto antecedente “causale idoneo a provocare adesioni e consensi e a concorrere alla diffusione di idee favorevoli alla ricostituzione di organizzazioni fasciste”.