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“La provincia romana è ferma” Boom della Cassa integrazione

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Piccoli borghi in festa ma, vista la situazione economica di Roma e provincia, c’è ben poco da brindare: “La città è ferma”. Questo il grido d’allarme delle sette principali associazioni imprenditoriali di Roma riunite per dire “no all’immobilismo. Siamo di fronte a un punto di non ritorno, c’è necessità urgente di decisioni e azioni concrete non più rinviabile”, affermano Acer, Coldiretti, Confcommercio, Cna, Confesercenti, Federlazio e Unindustria. Che esprimono “un grandissimo malcontento”. Il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello, ha esordito dicendo: “Questa è la prima conferenza stampa stampa in cui le associazioni che rappresentano il 70% del Pil e l’80% delle imprese della città metropolitana lanciano un grido d’ allarme relativamente alla stasi nella città di Roma. Ci sono problematiche che tutti i giorni determinano una situazione di incertezza e disagio, dalle stazioni metro che non funzionano al decoro, dai rifiuti alla viabilità”. Per Nicolò Rebecchini di Acer “non si può continuare in questa situazione senza un cambio passo”. E in forte aumento è anche la cassa integrazione nel Lazio. Dove nel primo bimestre 2019 le ore autorizzate di cig sono cresciute del 240,3% rispetto a gennaio-febbraio 2018, passando nello specifico da circa 2,5 milioni a 8,3 milioni e collocandosi così al primo posto tra le regioni con il maggiore incremento in Italia. Incremento che riguarda soprattutto la cig straordinaria che segna un +432%. Segue l’ordinaria con un aumento del 46,6%. Cala invece quella in deroga (-92,2%) non più erogata negli ultimi mesi. Questi alcuni dati sulla cig nel mese di febbraio 2019 elaborati dalla Uil del Lazio. “Sono circa 25 mila attualmente i lavoratori in cassa integrazione nella nostra regione, ovvero 17 mila in più rispetto all’anno precedente. La situazione non migliora nel confronto mensile (febbraio su gennaio 2019) dove le ore totali di cig nel Lazio registrano un più 301%, con la Capitale che sfiora il più 680%”.