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Il “giallo-pazzo” di Martellona e quella donna di Affile data morta per 4 mesi

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Il “giallo-pazzo” di Martellona durò ben 4 mesi 57 anni fa. Un noir col lieto fine, da tragicommedia all’italiana: un banale scambio di cognomi simili, Viri-Veri. Il “Corriere della sera” dedicò diversi articoli al caso della Valle dell’Aniene: da Guidonia ad Affile. Ecco la cronaca del 26 febbraio 1962: “La clinica “La Martellona”, sulla via Tiburtina, risarcirà 150 mila lire alla famiglia della ricoverata Teresa Viri, data erroneamente per morta e “regolarmente” seppellita dai congiunti nel cimitero di Affile, suo paese natale. La notizia della morte fu data per errore ai Viri, poiché la cartella clinica della malata fu confusa con quella di un’altra paziente, quasi omonima della donna. Il paradossale caso presenta tuttora molti lati oscuri sui quali i carabinieri stanno svolgendo indagini. La cosa più sconcertante è che dell’errore ci si è accorti casualmente solo dopo 4 mesi, quando cioè gli eredi di Teresa Viri chiesero un certificato di morte alla clinica per poter iniziare le pratiche di successione riguardanti i beni della “defunta”. Chi sia la vera morta e dove abitino i suoi familiari, se ne ha, non è stato possibile ancora accertarlo. Ella si chiama Concetta Veri, risulta proveniente da Siena”.