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A24, rischio-stangata rinviato a giugno E il Tar sblocca la “messa in sicurezza”

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Il rischio della stangata (+19%) è stato nuovamente rinviato (a giugno, grazie al decreto interministeriale), ma della querelle su pedaggi e messa in sicurezza dell’A24-A25 continuano ad occuparsene sia il Tribunale di Avezzano che il Tar del Lazio.

VERTICE A CARSOLI – Giovedì 14 nuovo incontro dei sindaci al Comune di Carsoli “a cui sono stati invitati il Ministro dei Trasporti, i Presidenti delle Regioni Lazio e Abruzzo, Strada dei Parchi e il Segretario dell’Autorità dei Trasporti. Nonostante il decreto interministeriale, del MIT e del MISE, n. 589 del 31/12/2018, abbia sospeso sino alla data del 30 giugno 2019 l’adeguamento tariffario per l’anno 2019 di competenza di Strada dei Parchi in esso contenuto- scrivono i sindaci- Siamo preoccupati che un pronunciamento del TAR a cui il concessionario si è rivolto possa ripristinare da un momento all’altro gli aumenti tariffari congelati, stante le precedenti sentenze già emesse in tal senso dalla giustizia amministrativa. Per ora il paventato aumento di circa il 19% dei pedaggi non ci sarà, ma occorre in un’ottica propositiva essere vigili affinché sia scongiurato l’aumento e si trovi la soluzione definitiva ai problemi della sicurezza e del caro pedaggi della A24/A25. I nostri territori non possono più attendere, sono necessarie risposte concrete e definitive”.

CAUSA CIVILE – Nel frattempo una iniziativa popolare contro il caro pedaggi autostradali è finita davanti ai giudici del tribunale di Avezzano. L’azione legale è stata intrapresa da una cinquantina di utenti della Marsica, con in testa il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale. La battaglia in sede civile nei confronti di Strada dei Parchi e del Ministero dei Trasporti, mira a ottenere non solo la sospensione, ma anche la riduzione delle tariffe, perlomeno fino alla realizzazione degli interventi di messa in sicurezza. La prima udienza davanti al giudice Andrea Dell’Orso si è celebrata il 5 marzo. Uno degli obiettivi è quello di dichiarare l’inadempienza eventuale del concessionario, rispetto all’obbligo di garantire agli utenti le condizioni di sicurezza della circolazione sui tratti autostradali gestiti e conseguentemente perché il tribunale disponga la sospensione degli aumenti fino a quando gli interventi non saranno portati a termine. Il giudice, sulle contrapposte richieste istruttorie ed eccezioni delle parti, si è riservato di decidere.

LA SENTENZA – Il Tar del Lazio ha ridato il via ai cantieri per completare i lavori sotto i viadotti di A24 e A25. Con una sentenza, i giudici (presidente Carmine Volpe) hanno accolto le richieste di Strada dei Parchi che aveva impugnato il no del Ministero a proseguire i lavori “su viadotti e l’adeguamento di pile ammalorate”. Per i giudici amministrativi la messa in sicurezza urgente di A24 e A25 non è stata completata con il piano di anti-scalinamento, come invece sostenevano al Mit nel documento che, un anno fa, ha respinto le richieste di Strada dei Parchi. Così facendo il Mit “non ha interpretato la volontà del legislatore” dicono ora i giudici. Il Collegio osserva a questo proposito “che la volontà del legislatore di finanziare tutte le “misure di sicurezza urgenti” che non si esauriscono nella realizzazione degli interventi di anti-scalinamento ma che comprendono ulteriori interventi, quali quelli di messa in sicurezza sismica dei viadotti, per i quali la Concessionaria ha presentato istanza di finanziamento”. Quindi per Tar il “no” del Mit va contro le norme e la buona amministrazione. Non solo. L’incolumità pubblica non può essere legata a questioni “burocratiche” come la definizione di un nuovo Piano Economico Finanziario. Soprattutto quando quegli interventi sono previsti come necessari dalle norme: “Il difficoltoso iter del Pef non può giustificare il diniego al finanziamento di opere ritenute dal legislatore necessarie per la messa in sicurezza”.

3 INCHIESTE – Intanto ci sono tre procure che indagano sullo stato, sulla gestione e sulla manutenzione di queste strutture: le procure di Teramo, L’Aquila e Pescara. Le indagini sono affidate alla Guardia di Finanza e ai forestali dei carabinieri. i vertici della società concessionaria sono stati indagati dalla procura di Pescara nell’ambito dell’inchiesta condotta dal sostituto Luca Sciarretta, sulle condizioni di sicurezza dei viadotti, lungo l’autostrada A25, nel territorio di competenza della Procura di Pescara. Sono già stati compiuti dei sopralluoghi nei pressi dei viadotti ed è stato conferito ad un perito, il professor Bernardino Chiaia, l’incarico di stendere una relazione, all’esito della quale sarà possibile definire meglio le attuali condizioni di sicurezza e staticità dei viadotti, e ipotizzare eventuali responsabilità.