Procura di Tivoli, il j’accuse di Menditto: “Risorse limitate contro un crimine feroce”

I 600 mila abitanti nei 75 Comuni del circondario del Tribunale di Tivoli sono trattati dallo Stato come figli di un (presi)dio minore: “A fronte di una grave situazione criminale vi è stata una costante sottovalutazione del fenomeno, con assegnazione di risorse limitate alla polizia giudiziaria e agli Uffici Giudiziari, con la conseguenza che la risposta giudiziaria, nonostante l’impegno di tutti gli operatori, è, a mio avviso, insufficiente”. A bocciare la capacità di reattività del palazzo di giustizia tiburtino davanti alla crescente offensiva criminale subita dal circondario è lo stesso procuratore della Repubblica di Tivoli, Francesco Menditto, nella sua relazione per l’apertura dell’anno giudiziario. Il capo della Procura mette sul banco degli imputati anche le responsabilità di questa inadeguatezza: la disparità di trattamento subita a causa della troppa vicinanza con la capitale. “Il circondario “soffre” della maggiore attenzione rivolta verso il circondario di Roma, con un rapporto spropositato nell’assegnazione delle risorse. Il mero confronto del dato numerico dei procedimenti trattati dal pubblico ministero o dal Giudice di Tivoli evidenzia un moltiplicatore del doppio o del triplo. Fino a che non si avrà, a livello centrale, la percezione di questo dato non vi potrà essere un’azione adeguata, come richiede questo territorio. Ovviamente rimane inalterato l’impegno di questa Procura a migliorare l’azione sul territorio con le risorse disponibili, anche se i margini – a risorse invariate – appaiono assai limitati”.

“DIFFUSA CRIMINALITA’” – Il circondario del foro tiburtino “presenta una diffusa criminalità: omicidi, rapine, estorsioni, usura, sostanze stupefacenti, violenza di genere (in emersione)”, elenca il procuratore Menditto, sottolineando che si tratta di “un territorio “a rischio” per la presenza di “feroci” gruppi criminali”. A cominciare dalle mafie, con “la presenza e le infiltrazioni nel territorio di competenza della Procura di Tivoli di gruppi legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso, molto attive nel traffico di stupefacenti e diffusissimo su tutto il nostro circondario”. Ma anche dagli assassinii: “La quantità, natura e modalità degli omicidi, alcuni particolarmente efferati, sia utilizzando armi illegalmente detenute, sia in gravi contesti criminali, evidenziano la presenza di una diffusa feroce criminalità nel territorio”. E “plurimi risultano i procedimenti relativi a reati contro il patrimonio di natura violenta, che destano, pertanto, particolare allarme sociale in tutto il territorio del circondario, dove sovente si sono verificati episodi di furto in appartamenti ovvero in esercizi commerciali ai danni di inermi cittadini, spesso in età avanzata, commessi principalmente da giovani stranieri che gravitano nelle zone di competenza appoggiandosi in alloggi di fortuna con scopi esclusivamente di natura predatoria, poi trasmodati in gravi atti violenti contro la persona”. Anche “il fenomeno dell’usura appare sempre assai diffuso. Pur nella difficoltà di aprire nuovi fronti investigativi, legata soprattutto al calo delle denunce da parte delle vittime, sono sorti procedimenti di rilievo, con perquisizioni contestuali all’esecuzione delle misure cautelari richieste dall’Ufficio e concesse dal Gip”. E poi “va sottolineato il rilevante numero di procedimenti relativi al possesso e porto illegale di armi, anche da guerra (oltre 90)”. Anche per quanto riguarda la pubblica amministrazione “si registra un incremento dei reati più gravi in considerazione dell’azione della Procura della Repubblica”.

ABUSI SESSUALI – “Vanno segnalati numerosi procedimenti, con applicazione di misure cautelari personali, relativi ad abusi sessuali nei confronti dei minori, spesso in ambito familiare.

Risultano plurimi i procedimenti con applicazione di misure cautelari, in consistente aumento”. Tant’è che la Procura “sottolinea il raddoppio delle notizie di reato per questa tipologia di reati,

evidenziando che il relativo carico sta divenendo ingestibile, richiedendo interventi immediati del

pubblico ministero. Si pone in risalto il paradosso che l’emersione di questa tipologia di reati, rischia di renderne problematica la repressione per carenza di risorse”.

ABUSI EDILIZI – Questi reati sono “in diminuzione, pur se persiste la diffusione di abusi edilizi”. Nel Parco dei Monti Simbruini un’indagine “ha consentito di verificare la realizzazione di una serie di opere abusive, realizzate a seguito di rilascio di un permesso illegittimo. È stato ravvisato il concorso nei reati da parte dei responsabili dell’ufficio tecnico comunale. Il procedimento è stato

definito con decreto di citazione diretta a giudizio”.

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