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L’Asl Roma 5 è ridotta a un “jukebox”: medici d’urgenza, chirurghi e anestesisti a “gettone”

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L’Asl Roma 5 si conferma anche per il 2019 l’azienda-jukebox che va avanti solo grazie ai “gettoni”. Quelli orari, pagati 60 euro lordi (480 euro, invece, i turni di guardia notturni) ai camici bianchi che si rendono disponibili per l’ingaggio nei turni extra delle cosiddette “attività aggiuntive”, ossia espletate dagli stessi medici dipendenti, però retribuiti in “regime di libera professione”. Solo così l’azienda sanitaria più estesa della provincia romana riesce a coprire i turni scoperti dei 5 ospedali fronteggiando la “grave carenza” di specialisti. Con il rischio di toccare quota 3 milioni di euro in 2 anni: dopo il record, fissato nel 2018, con il costo complessivo dei gettoni erogati per un milione e 300 mila euro per le prestazioni aggiuntive di anestesisti, chirurghi, radiologi, pediatri e medici d’urgenza, infatti, quest’anno il conto presunto già tocca quota un milione e 700 mila euro sommando i preventivi presentati dai 3 settori più sguarniti: Pronto soccorso, i reparti di Chirurgia e di Anestesia-Terapia intensiva.

PRONTO SOCCORSO – Nei 5 Ps di Tivoli, Colleferro, Palestrina, Monterotondo e Subiaco sono rimasti solo “44 medici, numero inferiore alle necessità di quest’azienda”. Costretta a chiedere “prestazioni in orario aggiuntivo in regime di attività libero professionale al fine di prevenire e scongiurare turbative al pubblico servizio e garantire i livelli essenziali di assistenza”. L’Asl ha deliberato 1300 ore al mese, pari a una spesa di 78 mila euro. Che diventeranno 936 mila euro a fine anno se non dovessero arrivare, nel frattempo, gli agognati rinforzi. L’Asl ha infatti richiesto “l’autorizzazione all’indizione di un concorso pubblico per 8 medici”. Nella speranza che vadano meglio dei precedenti tentativi, segnati dalla “mancanza d’accettazione dell’incarico di tutti gli idonei in graduatoria”. A Tivoli ci sono 14 medici, a Subiaco 5.

CHIRURGIE – Anche qui “l’attuale situazione di grave carenza di organico nei vari stabilimenti ospedalieri” induce 30 dei 34 chirurghi rimasti alle “attività aggiuntive nelle more della definizione del reclutamento di 3 medici”. Nel frattempo l’Asl ha deliberato “un monte ore mensile totale di 1052 per un costo presunto pari a Euro 63.120”. Con un conto annuale che rischia di arrivare a 757 mila euro, considerato che la situazione dell’organico “è probabile che peggiorerà nell’anno in corso” tra pensionamenti quota 100 e trasferimenti. Le ore extra sono però “finalizzate solamente all’abbattimento delle liste d’attesa: attività di sala operatoria ed ambulatoriale”. A Tivoli “l’attuale organico è costituito da otto chirurghi, di cui due con minore aggravio che viene utilizzato completamente per la copertura della guardia chirurgica. Pertanto per poter effettuare il servizio di sala operatoria, day surgery, visite ambulatoriali, ambulatorio di endoscopia e gli APA, al fine della riduzione delle liste di attesa si rende necessaria l’autorizzazione di almeno 84 ore mensili di attività aggiuntiva”. Mentre a Subiaco sono rimasti solo 4 chirurghi e si ritiene “necessario, nelle more dell’assunzione di almeno due Dirigenti Chirurghi, che vengano autorizzate con urgenza 350 ore mensili di attività aggiuntiva, che verranno finalizzate in modo prioritario all’abbattimento delle liste di attesa”.

ANESTESISTI – Meno gravi le carenze dei medici rianimatori: ne “risultano in servizio 46” in tutta l’Asl. Però occorrono in ogni caso “300 ore mensili di prestazioni in attività aggiuntiva al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza e lo smaltimento delle liste d’attesa”. Per “un periodo di 3 mesi”, con un conto finale di 54 mila euro.